Italiana uccisa a Nottingham, le "bulle" condannate a 8 e 12 mesi. Lo sfogo del padre: «Nessuna giustizia perché non era inglese»

Lunedì 17 Giugno 2019
Italiana uccisa a Nottingham, le
Per la famiglia di Mariam Moustafa, la 18enne italiana uccisa a Nottingham nel febbraio 2018, giustizia non è stata fatta. Due delle ragazze che l'hanno aggredita sono state condannate a 8 e 12 mesi. «Questa sentenza è una vergogna», è lo sfogo del padre sul "Corriere della Sera". La giovane, cresciuta a Ostia, è stata massacrata di botte da sei ragazzine. Le altre sono in attesa del verdetto.

Le pene comminate alle colpevoli sono sembrate irrisorie. Le "bulle" hanno aggredito la ragazza alla fermata dell'autobus causandole il coma irreversibile. E il video del pestaggio era finito sui social. La 20enne Mariah Fraser è stata condannata a otto mesi di carcere, mentre Britania Hunter dovrà scontarne 12 in una comunità. Nessuno chiamò la polizia e i medici del Queen's medical center dimisero la 18enne poche ore dopo, nonostante avessero notato delle macchie nel cervello (chiaro sintomo di emorragia cerebrale).  Mariam si trovava in Inghilterra con la famiglia per studiare Ingegneria ed è morta dopo 22 giorni di agonia.


«Se fosse stata inglese, le cose non sarebbero andate così e se quelle ragazze non l'avessero picchiata mia figlia sarebbe ancora viva... Come è possibile non collegare l'assalto che ha subito con la sua morte?», continua il padre. Per i medici legali, infatti, è stato impossibile collegare la morte di Mariam alle botte ricevute quel giorno a Parliament Street.
«Sono disposto - conclude - ad andare anche alla Corte europea per far rivedere il processo... Mariam era italiana, anche se il nostro governo sembra non tenerne conto». 
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