Incidente di corso Francia, il super testimone: «Gaia e Camilla sbucate dal buio, impossibile evitarle»

Incidente di corso Francia, il super testimone: «Gaia e Camilla sbucate dal buio, impossibile evitarle»
Incidente di corso Francia, il super testimone: «Gaia e Camilla sbucate dal buio, impossibile evitarle»
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Sabato 28 Dicembre 2019, 08:01 - Ultimo aggiornamento: 08:48

«Quelle due ragazze sono sbucate all’improvviso, correvano mano nella mano. Mi creda, era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos’è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano». Davide A., 20 anni, studente di Economia dei Parioli, parla con un filo di voce. Spesso si ferma per trattenere le lacrime. Era su quella maledetta macchina la notte del 22 dicembre, seduto al lato passeggero accanto al suo migliore amico Pietro Genovese. L'auto ha investito e ucciso le giovanissime studentesse Gaia e Camilla.

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Il racconto è stato riportato da Il Messaggero in un articolo di Veronica Cursi. Lui era sul Suv che ha investito e ucciso Gaia e Camilla, i cui funerali si sono svolti ieri a Roma.

Quella notte, sul sedile del passeggero dell'auto guidata da Pietro Genovese, c'era un altro ragazzo, Davide. E' lui a fornire dettagli importanti anche per l'inchiesta in corso. "Avevamo bevuto un paio di bicchieri quella sera, nessuna droga, ma era impossibile evitare le due ragazze", rivela intervistato dal Messaggero. "Quelle due ragazze sono sbucate all'improvviso, correvano mano nella mano. Mi creda, era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos' è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano", dice Davide. Il 20enne, studente di Economia dei Parioli, racconta tra le lacrime quello che ricorda: "Non potevamo inchiodare in mezzo alla strada. Dall'incidente al momento in cui ci siamo fermati saranno passati 5-10 secondi. Io sono sceso di corsa dalla macchina e ho visto il corpo di una delle due ragazze per terra, mi sono avvicinato per sentire il battito, non si muoveva. Poco più avanti mi sono accorto che c'era anche l'altra ragazza sull'asfalto. Subito dopo di me sono scesi Pietro ed Edoardo. Le macchine continuavano a camminare, ricordo di aver visto una, forse due macchine investirle di nuovo". Una circostanza che però sembra essere stata esclusa dall'autopsia.

Intanto ieri lacrime, dolore e un silenzio surreale oggi di fronte alla chiesa del Preziosissimo Sangue, al Fleming a Roma, per l'ultmo saluto alle due ragazze di sedici anni morte investite nell'incidente a Corso Francia, a Roma, nella notte tra sabato e domenica scorse. A celebrare la messa il parroco don Gianni Matteo Botto che nell'omelia si è chiesto: «Quando ti metti a guidare sbronzo o fatto è questa la vita? Mandarla in fumo? In fondo ci sentiamo onnipotenti e poi non riusciamo a seguire le regole base della convivenza». Toccanti le parole di Giorgia, la sorella di Camilla: «Eri la piccola di casa, il senso della mia vita sei tu».

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