Roma, nuova colonna di fumo altissima: rogo in mattinata

Roma, nuova colonna di fumo altissima: rogo in mattinata
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Sabato 18 Giugno 2022, 12:48 - Ultimo aggiornamento: 15:05

Ancora paura a Roma per una nuova colonna di fumo altissimo nel quadrante della Capitale che ha visto nei giorni scorsi divampare il pauroso incendio di Malagrotta. Stamattina in diverse zone della città era visibile una altissima colonna di fumo che ha preoccupato molti residenti che hanno scattato foto e fatto video.

Dalle prime informazioni si tratterebbe di un incendio che si è sviluppato nella zona di Maccarese.

“Un vasto incendio si è sviluppato questa mattina a Maccarese all’incrocio tra via della Muratella e via di Maccarese, dal lato della ferrovia. L’incendio ha interessato un campo di sterpaglie la cui proprietà è in fase di accertamento. Sul posto sono intervenute la Polizia Locale, la Protezione civile di Fiumicino e i Vigili del Fuoco allertati vista la violenza delle fiamme. I mezzi sono ancora sul posto, supportati anche da un elicottero canadair, per domare le fiamme che ancora divampano complice anche il vento”. A renderlo noto è la comandante della Polizia Locale di Fiumicino, Daniela Carola.

Intanto proseguono le indagini per il rogo di Malagrotta. L'incendio al Tmb2 di Malagrotta, divampato alle 17:48 di mercoledì 15 giugno, è il terzo, in pochi anni, che si ripercuote direttamente sul precario ciclo dei rifiuti romani. Nel 2018 toccò al Tmb Salario, nel 2019 a quello di Rocca Cencia, entrambi di proprietà dell'azienda pubblica capitolina Ama. Stavolta è stato il turno del più grande impianto di Trattamento meccanico biologico della capitale, quello di Malagrotta, dotato di due linee e rimasto operativo anche dopo la chiusura della discarica. Serviranno tre mesi, almeno, per poter risalire alle cause, e a un eventuale dolo. Per ora il fascicolo in procura è a carico di ignoti, si indaga per «delitto colposo di danni», è escluso il reato di disastro ambientale: le prime rilevazioni Arpa hanno registrato valori di Pm10 e Pm2,5 nei limiti di legge, i successivi un incremento delle diossine che è pari ai valori di riferimento stabiliti dall'Organizzazione mondiale della sanità, e un incremento dei particolati ma comunque sotto i limiti.

Le strutture in fiamme, da cui sono scaturiti i fumi che hanno avvolto molte aree della città, sono della società Giovi di Manlio Cerroni, il quale ha tenuto a dire che quanto accaduto «è drammatico» e porterà «danni economici e ambientali, e conseguenze, inimmaginabili». Cerroni ha voluto ricordare, però, che «i chiarimenti» non vanno chiesti a lui. E infatti il procuratore Francesco Lo Voi sentirà, tra gli altri, l'amministratore giudiziario, Luigi Palumbo.

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