Il grande giorno di Enrico Michetti: «Roma è governabile, folgorato dall'incontro con la Meloni». La leader di FdI: «Scelta coraggiosa».

Venerdì 11 Giugno 2021 di Marco Esposito
Il grande giorno di Enrico Michetti: «Roma è governabile, folgorato dall'incontro con la Meloni». La leader di FdI: «Scelta coraggiosa».

E' il grande giorno di Enrico Michetti, candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni comunali di Roma.  Avvocato Amministrativo, direttore della Gazzetta Amministrativa, cavalier del Lavoro,  Michetti è un outsider rispetto ai nomi che per mesi si sono fatti come candidato del Centrodestra.

 

Ci sono proprio tutti. Ovviamente Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Ma anche Vittorio Sgarbi (candidato assessore alla Cultura nella squadra di Michetti) Maurizio Lupi e il sottosegretario Claudio Durigon. Ma anche la deputata di Forza Italia Anna Grazia Calabria, e il consigliere comunale della Lega Davide Bordoni. Ma soprattutto c’è lui: Enrico Michetti, candidato del centrodestra per la corsa a sindaco di Roma. Non possono mancare, poi i “vertici” di Radio Radio, la popolare emittente che ha fatto conoscere Michetti a tanti cittadini in questi anni. Presente, accanto al candidato anche Simonetta Matone, vice-sindaco in pectore del candidato.

 

L'aria al Tempio di Adriano, dove si svolge la presentazione, è quella delle grandi occasioni. C'è tutto lo stato maggiore del centrodestra, e Michetti è visibilmente felice ed emozionato. Ma si respira anche un pizzico d'ansia. E' un momento importante per il centrodestra, arrivare a questa candidatura unitaria è stato difficile, e quella di Roma è una battaglia difficile ma importantissima. 

 

La prima a parlare è proprio Simonetta Matone: «Sono sicura che io e Michetti insieme possiamo funzionare, veniamo da esperienze diverse, possiamo completarci. Io credo in questo ticket». 

 

SALVINI: ROMA DEVE TORNARE AI SUOI FASTI

A crederci è anche Matteo Salvini, leader della Lega che però per lungo tempo aveva sognato, soprattutto prima della fine del governo Conte I di poter esprime un candidato leghista per il Campidoglio. «E’ una bellissima giornata, sono felice, anche perché da lunedì la maggioranza degli italiani tornerà a vivere», dice riferendosi al ritorno di molte regioni in zona bianca. Poi torna su Roma «Deve tornare Capitale d’Italia e d’Europa. A Enrico e Simonetta  non chiediamo la normalità, ovvero che venga raccolta l'immondizia, o che ci sia dell’onesta, o che la città non si allaghi quando piove. Queste cose le diamo per scontate. A loro chiediamo di più». Poi l'ex ministro dell'interno scherza: «Il centrodestra non può che crescere e migliorare. Il ticket sindaco e prosindaco copre pure entrambe le tifoserie della Capitale. Uno tifa la Roma (Simonetta Matone) e l'altro la Lazio (Michetti), sono coperte sia la curva sud che la curva nord».

 

TAJANI: CENTRODESTRA COMPATTO

Tajani dal canto suo rimarca la capacità del centrodestra di rimanere compatto, a differenza del centrosinistra: «Siamo stati bravi a trovare un candidato unico, abbiamo dimostrato di saper fare sintesi. Siamo una coalizione seria, che si candida a governare la città. Dobbiamo dare più potere alla Capitale d’Italia. Roma non può essere diversa dalle altre capital d’Europa. Si potrebbe fare già di più se la sinistra avesse deciso di trasferire alcuni poteri dalla Regione alla città». 

 

GIORGIA MELONI ATTACCA LA RAGGI E GUALTIERI

 

I leader del centrodestra non lesinano attacchi agli avversari di Michetti: «La Raggi ha governato male - dice Giorgia Meloni - per tre anni ha raccontato che stavano facendo esperienza. Praticamente ha fatto apprendistato con la Capitale d'Italia». Poi la leader di Fratelli d'Italia, si leva un sassolino dalle scarpe, rivolgendosi a chi ha criticato la scelta del centrodestra, bollandolo sostanzialmente come uno sconosciuto.  «Ho spesso sentito dire “Michetti chi ?"in questi giorni. Michetti è colui che i sindaci chiamano per risolvere i suoi problemi. Michetti ha collaborato con diversi ministri, è avvocato amministrativo, direttore della Gazzetta amministrativa». Poi mette a confronto il curriculum del suo candidato con quello dell’ex ministro Gualtieri, definendolo  e dirigente di partito” “burocrate europeo”, anche se in realtà il candidato in pectore del centrosinistra è stato eletto con le preferenze al Parlamento Europeo.

 

Poi la Meloni se la prendo un po' anche con quei giornali che hanno attaccato la scelta di Michetti «Ci sono alcuni giornali che hanno attaccato la scelta di Michetti ancor prima che diventasse ufficiale. Questo vuol dire che non è un candidato così debole come qualcuno voleva far credere e tantomeno che nessuno lo conosce: un fuoco di fila del genere presuppone che quel candidato è temuto». Meloni, poi, contesta alla sindaca uscente alcune scelta sbagliate e contraddittorie prese in questa consiliatura: «La Raggi - ricorda Meloni - ha tolto a Roma la possibilità di ospitare le Olimpiadi per poi candidarla all’Expo». Infine, l'ultima stoccata: «Enrico Michetti è cavaliere del Lavoro. Sapete chi l'ha proposto? Paolo Gentiloni e il Presidente Mattarella lo ha nominato».

 

SGARBI SCATENATO

Alla presentazione del ticket Matone-Michetti anche uno scatenato Vittorio Sgarbi «Roma ha come assessore alla cultura una amica della Raggi esperta di burlesque», a Roma c'è bisogno di questo «ma non solo di questo». Poltrone? «Io farei l'assessore in piedi, senza poltrona». Poi aggiunge «Nessuna civiltà ha espresso tanta arte quanto la civiltà cristiana, io - dice rivolto a Michetti e Matone - ho voluto inventare il tridente, sono qui per fare miracoli per Roma». E poi sansicsce: «Sarò l'assessore ai miracoli».

 

MICHETTI: ALTRI CANDIDATI NO NEMICI MA COLLEGHI


Poi il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, moderatatore della conferenza stampa,  concede la parola al candidato. Michetti, evidentemente felice ed emozionato, ringrazia tutta la coalizione, cercando di mettere in luce il suo amore per la città, e la conoscenza della stessa. Ma, a differenza dei suoi leader, sceglie un atteggiamento totalmente opposto rispetto agli altri candidati: «Per me non sono nemici, né avversari, sono colleghi, non mi sentirete mai attaccarli. Non parlerò di loro. Parlerò della città e di come ritrovare l'orgolgio di essere cittadini romani, la cosa più bella che ci sia».

 

MICHETTI: ORGOGLIOSO DI ESSERE DEFINITO TRIBUNO

Poi risponde a chi - sui giornali - lo ha definito tribuno: «Qualcuno mi ha definito tribuno: tribuno è il massimo che si possa dire ad un cittadino di Roma, non esiste termine più alto. Il tribuno della plebe rappresentava il popolo e aveva il diritto di veto. Io sarò un servitore di questa città e della politica. Mi metterò al servizio delle categorie che hanno più sofferto in questo periodo di Pandemia». Il concetto di mettersi al servizio dei cittadini torna spesso nelle parole di Michetti: «Cesare Ottaviano Augusto, che fece buona amministrazione - ricorda - chiese di essere tribuno a vita. Ottaviano Augusto disse 'io non posso fare dpcm», ironizza ancora.

 

 «Roma è governabile - assicura -Michetti rispondendo ad una domanda del direttore del Tg2 - serve onesta e competenza, è la città più complessa del mondo. Un tempo si diceva che quello che non c'era nei mercati di Roma, non esisteva», poi cita San Paolo: «Civis romanus sum, disse con orgoglio. Ogni cittadino era orgoglioso della città eterna, dobbiamo restituire l'orgoglio di caput mundi, non è impossibile». Michetti ricorda il suo incontro con Giorgia Meloni: «Giorgia mi ha stupito, le sue parole non pensavo esistessero nella politica, mi ha detto 'dobbiamo ascoltare la gentè. Sono rimasto folgorato dall'incontro con la Meloni». Poi racconta l'incontro con Salvini: «Ci siamo visti attorno a un tavolo e c'erano i suoi collaboratori, alle 11 da Giorgia stessa riunione, già ci eravamo visti con Vittorio, Lorenzo, Giovanni, Claudio, per parlare di programmi».

 

Infine la piccola gaffe finale di Michetti che "dimentica" di ringraziare Silvio Berlusconi «Ringrazio tutti i membri della coalizione, tutti, proprio tutti, quelli che stanno su questo palco, che sono in platea e quelli che non sono venuti....». Enrico Michetti sta per chiudere l'intervento finale, il primo da candidato sindaco del centrodestra di Roma per presentarsi alla stampa nel 'Tempio di Adrianò. L'avvocato amministrativista ringrazia tutti ma si dimentica di Silvio Berlusconi. A ricordarglielo sono  Antonio Tajani e il direttore del Tg2. Michetti si scusa: «Ringrazio anche Berlusconi, per carità di Dio, scusate...»

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA