Roma, il padre di Elder Lee sbarca a Fiumicino: «Voglio vedere mio figlio»

«La prima cosa che vorrei sapere è quale è la prassi burocratica per poter rivedere in carcere mio figlio». Questa l'unica frase che Ethan Elder, il padre di Finnegan Lee Elder, il giovane americano che ha ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ha pronunciato durante il suo transito all'aeroporto di Fiumicino, durato circa un'ora.

Carabiniere ucciso, la madre di Elder Lee
 
 

Sbarcato nello scalo romano intorno alle 11:40 con un aereo di linea della compagnia Norvegian proveniente da Oakland, Ethan Elder, volto abbronzato, una borsa a tracolla di pelle tricolore, accompagnato dal suo avvocato, è apparso piuttosto tranquillo. A quanto si è appreso ai funzionari di Polizia che lo affiancavano durante l'attesa per il ritiro bagagli, nell'area di riconsegna al nastro numero 4, ha domandato quale procedura dovesse seguire per potersi recare nel carcere di Regina Coeli, dove attualmente si trova suo figlio. Ad attendere l'uomo, appena uscito dall'area Arrivi internazionali del terminal 3, accompagnato da alcuni funzionari della Polaria, c'erano numerosi giornalisti e cameraman. Ethan Elder, però, pur se più volte chiamato per nome da alcuni giornalisti presenti, ha preferito non fare nessun commento e ha lasciato subito lo scalo romano a bordo di una berlina che lo aspettava fuori dal terminal Partenze.
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Mercoledì 31 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 21:10
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