Roma, si improvvisa coltivatore di marijuana: sequestrate 15 mila dosi e 263 piante in una serra

Sabato 24 Ottobre 2020 di Emilio Orlando
La serra di marijuana scoperta dalla polizia a Primavalle

«Mi sono improvvisato coltivatore di marijuana, ma con la crisi dovuta al Covid-19, non sono riuscito a venderla». Si è giustificato e difeso così, davanti al pubblico ministero Mauro Masnaghetti durante il processo per direttissima, il sessantatreenne romano e pluripregudicato Maurizio Mancini, arrestato dalla polizia del distretto di Primavalle per produzione e spaccio di droga. I consumi di corrente elettrica, del capannone di via Montecarnevale che, da qualche mese erano schizzati alle stelle rispetto alla norma, hanno insospettito i poliziotti che hanno perquisito la struttura. Quell'anonimo casermone, seminascosto dalla vegetazione ed in apparente stato d'abbandono, custodiva in realtà una serra professionale per la coltivazione, con 33 lampade giganti al quarzo per la fotosintesi colorofiliana delle piantine di droga, diversi aereatori e 8 trasformatori.

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GOMORRA AL QUARTACCIO

Ducentosessantatre le piante sequestrate dagli agenti del primo dirigente Tiziana Lorenzo che, in poche ore ha messo a segno due imponenti sequestri di stupefacenti tra cui 27 chili di cocaina in zona San Pietro. Secondo il perito chimico della procura, che ha effettuato le analisi sugli arbusti sequestrati era possibile ricavare da questi 15.000 dosi di marijuana. La droga era destinata al mercato delle piazze di spaccio del quartiere di Primavalle e Montespaccato. Il sessantatreenne è stato condannato, dopo la scelta del rito del patteggiamento alla pena di due anni.

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