Rave, la linea morbida del Viminale: aspettiamo che vadano via da soli

Rave, la linea morbida del Viminale: aspettiamo che vadano via da soli
Rave, la linea morbida del Viminale: aspettiamo che vadano via da soli
di Michela Allegri
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Giovedì 19 Agosto 2021, 06:35

Un party abusivo che va avanti quasi da una settimana, musica a ritmo folle che non è stata messa in pausa nemmeno dopo la morte di un ragazzo, l'apertura di un'inchiesta penale, le proteste per gli assembramenti che favoriscono il diffondersi del Covid. Nonostante l'allarme lanciato da sindaci, assessori e virologi, il Viminale ha deciso di seguire una linea soft: trattare con gli organizzatori invece di sgomberare con la forza, nella convinzione che per il rave organizzato nelle campagne viterbesi, e che ha riunito migliaia di ragazzi da tutta l'Europa, siano ormai arrivate le battute finali. L'alternativa sarebbe stata troppo rischiosa, sostengono Questura, Prefettura e Dipartimento di pubblica sicurezza. Il party non autorizzato sarebbe dovuto proseguire almeno per un'altra settimana, ma l'accordo raggiunto dà 24 ore di tempo agli occupanti per liberare il campo.

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In caso contrario, non è escluso l'intervento delle forze dell'ordine che da giorni presidiano la zona, ma a patto che i rischi non superino i benefici. Si tratta di una soluzione tecnica: un colpo di forza, almeno finora, non sarebbe stato possibile, spiegano dal ministero dell'Interno. Nella valutazione, dicono ancora dal Viminale, è stato determinante anche il fatto che si tratti di una zona isolata: se la manifestazione fosse stata organizzata nei pressi di un centro abitato sarebbe stato necessario un intervento di diverso tipo. In realtà, in questi giorni si sono registrate le proteste di diversi residenti e commercianti dei paesi limitrofi. Nelle ultime ore, intanto, sembra essere iniziato il deflusso dei partecipanti. Ma l'operazione non sarà rapida: l'area è occupata da giorni con centinaia di camper, roulotte e tir attrezzati con cibarie, alcolici, generatori di elettricità e casse.

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L'allarme contagi

La preoccupazione per il rischio contagi è altissima. Molti partecipanti sono già stati identificati e verranno sia sanzionati che denunciati per la violazione delle norme anti-assembramento, e anche per avere occupato una proprietà privata. Ma la soluzione del ministero dell'Interno non basta a placare l'allarme. Per l'assessore regionale alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato, la situazione è «fuori controllo. Nessuna trattativa è possibile - ha detto - Va ripristinato il corretto ordine pubblico».
Il rave nelle campagne di Valentano, al confine con la Toscana, è iniziato fra il 13 e il 14 agosto. La notte di Ferragosto si sono registrate addirittura 10mila presenze e la musica non si è spenta nemmeno dopo la morte di uno dei partecipanti, ritrovato nel lago di Mezzano. Un decesso su cui la Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo. Altri 5 ragazzi sono stati portati all'ospedale di Pitigliano, in provincia di Grosseto, per l'abuso di alcol.

Il sindaco di Valentano, Stefano Bigiotti, ha commentato: «Ci sentiamo profondamente danneggiati. Spero che un evento di questa portata non incida in maniera permanente su quella che finora era una vera e propria oasi. Sono stato raggiunto telefonicamente dal ministro Lamorgese che mi ha rassicurato sul fatto che il rave è una priorità del Viminale». Per Matteo Salvini, il rave «è uno schiaffo al buonsenso e agli italiani che rispettano le regole, eppure il Viminale è immobile. La Lega presenterà un'interrogazione». È d'accordo anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: «Nessuno è ancora intervenuto a sgomberare il campo. Lamorgese, ma dove sei?». Per il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, si tratta di una «resa dello Stato di fronte al rave party che prosegue sostanzialmente indisturbato». Mentre il deputato del Pd, Luca Sani, ha parlato di «grave inadempienza da parte del ministero dell'Interno».
 

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