Portuali, circolare del Viminale: «Aziende valutino tamponi gratis per non fermare le attività»

Il provvedimento inviato alle prefetture per scongiurare il rischio di compromissione dell'operatività dei porti

Martedì 12 Ottobre 2021
Green pass, circolare del Viminale: «Aziende valutino anche tamponi gratis ai portuali»

Le aziende possono valutare anche l'opzione dei tamponi gratis per i portuali. Ecco la breccia aperta a Roma dal Viminale con due circolari del capo di Gabinetto del ministero dell'Interno Bruno Frattasi. Per scongiurare il rischio di compromissione dell'operatività dei porti (un esempio su tutti: a Trieste c'è un'alta concentrazione di No Green pass tra i portuali che minacciano il blocco delle attività venerdì 15 ottobre, giorno del debutto dell'obbligo della certificazione verde nei luoghi di lavoro) si raccomanda alle imprese del settore «di mettere a disposizione del personale sprovvisto di green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti». È quanto indica la circolare inviata a tutti i prefetti dal capo di Gabinetto del Viminale Bruno Frattasi. In una circolare successiva viene poi precisato che gli operatori economici «potranno valutare, nella piena autonomia, ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell'acquisizione del green pass da parte dei dipendenti sprovvisti».

La prima circolare fa seguito a una riunione di coordinamento interministeriale convocata dalla presidenza del Consiglio, nel corso della quale, si legge, «è stata condivisa l'esigenza di procedere, con il coinvolgimento della rete prefettizia, a un immediato monitoraggio dei dipendenti sprovvisti» della certificazione verde. Ciò allo scopo di valutare l'incidenza «di eventuali defezioni dovute alla mancanza di green pass suscettibile di determinare una grave compromissione dell'operatività degli scali». Al documento inviato ieri ai prefetti ha fatto seguito oggi un'ulteriore circolare, firmata sempre da Frattasi, per sgombrare il campo da possibili interpretazioni sull'espressione «tamponi gratuiti». Questi infatti non sarebbero a carico dello Stato, ma le imprese del settore portuale vengono sollecitate a valutare in piena autonomia quale soluzione adottare per dotare i propri dipendenti del green pass in modo da evitare «conseguenze critiche» per il settore ed il relativo indotto.

 

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