Uccide il padre e fa a pezzi il corpo, cosa è successo a Gianluca negli ultimi anni

Il ragazzo da diversi anni era in cura per problemi psichiatrici, ma non aveva mai avuto comportamenti violenti

Uccide il padre e fa a pezzi il corpo, i problemi psichiatrici di Gianluca accentuati negli ultimi due anni
Uccide il padre e fa a pezzi il corpo, i problemi psichiatrici di Gianluca accentuati negli ultimi due anni
di Enrico Chillè
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Lunedì 13 Giugno 2022, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 15:59

Gianluca Loprete, il 19enne che ha ucciso e fatto a pezzi il corpo del padre Antonio a Sesto San Giovanni (Milano), da diversi anni era in cura per problemi psichiatrici ma non aveva mai manifestato comportamenti violenti. Quel quadro, già molto delicato, era però peggiorato notevolmente negli ultimi due anni, dal lockdown in poi. È quanto emerge dalle prime indagini sull'omicidio di sabato scorso e dalle testimonianze dei vicini di casa.

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Antonio Cristiano Loprete, 57 anni, laureato alla Bocconi e dirigente Bpm, è stato ucciso dal figlio Gianluca in una finestra temporale tra sabato pomeriggio e l'alba di domenica. È stato lo stesso 19enne a chiamare il 112: «Ho combinato un casino». I carabinieri arrivano e trovano il corpo dell'uomo smembrato in cinque parti. Il primo ad accorgersi di qualcosa all'interno del palazzo è un vicino, abituato ad uscire all'alba con il cane, che nota Gianluca ammanettato e seduto nell'auto dei carabinieri: «Era lì, sembrava tranquillo e si guardava attorno». Il ragazzo è ora accusato di omicidio e vilipendio di cadavere. Già da bambino, come riporta il Corriere della Sera, gli erano stati diagnosticati dei problemi psichiatrici e l'ultimo accesso al Cps di Sesto San Giovanni risale a marzo.

Lo stesso vicino che ha visto ammanettato Gianluca ha raccontato degli ultimi due anni del ragazzo, decisamente più problematici. «Lo hanno rovinato le canne e le cattive compagnie. C'era sempre un forte odore, il padre ci diceva di non essersene mai accorto. I problemi sono iniziati dopo il lockdown: venivano gli amici, salivano con le bici in ascensore, una volta un ragazzo è rimasto a dormire sul pianerottolo. Avevamo fatto anche un esposto per questa situazione, non si è saputo più niente» - racconta l'uomo - «Gianluca era andato per qualche tempo a viverre con la madre, tra l'Alto Adige e l'Austria. Quando era tornato, era più ombroso e salutava a fatica, anche se non portava più gli amici in casa».

Nella casa di via Saint Denis, invece, si vedeva sempre più spesso Antonio Loprete, con un aspetto sempre più trasandato e anche con un ricovero per depressione, accertato dai carabinieri. «Ha iniziato a prendere permessi in banca, erano più i giorni che non andava a lavorare. Sembrava rassegnato: la moglie se ne era andata, il figlio aveva quei problemi. Non alzava mai la voca, non reagiva» - raccontano ancora i vicini - «Gianluca, invece, era più ombroso del solito. Anche se aveva lasciato la scuola, aveva iniziato a frequentare un corso serale».

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