Tumore al seno curato senza chemio: a Monza lo studio sperimentale

Il nuovo protocollo in studio al San Gerardo di Monza

Giovedì 12 Maggio 2022
Tumore al seno, a Monza lo studio sperimentale per curarlo senza chemio

Curare il tumore al seno senza chemioterapia, ottenendo la stessa efficacia contro la malattia ma riducendo gli effetti collaterali sul paziente. È l'obiettivo di un nuovo studio clinico in corso all'ospedale San Gerardo di Monza, il protocollo Phergain-2 disponibile presso il Centro di ricerca Fase 1 della Asst brianzola. 

«Partecipare a questo studio clinico rappresenta una grande opportunità per le nostre pazienti perché evitano la chemioterapia e in aggiunta ricevono i due farmaci biologici nella formulazione sottocute, evitando così lunghe permanenze in ospedale per le infusioni endovenose», afferma Marina Cazzaniga, direttore del Centro di ricerca Fase 1 Asst Monza, docente di oncologia medica all'università degli Studi di Milano Bicocca. 

Curare il tumore al seno senza chemio è possibile

Non tutti i tumori della mammella necessitano di chemioterapia: alcune forme tumorali, ad esempio quelle che esprimono recettori ormonali, possono essere trattate efficacemente con la sola terapia ormonale e oggi, grazie ai progressi degli ultimi anni, anche con farmaci a bersaglio molecolare.

Il trattamento testato 

Esiste però un particolare tipo di tumore mammario che ancora necessita dell'utilizzo di chemioterapia, ed è su questo che ora si concentrano gli sforzi dei ricercatori: «Stiamo cercando di ridurre l'utilizzo di alcune terapie, come la chemioterapia, in quelle forme di tumore mammario che possono essere trattate con buoni risultati con i soli farmaci biologici con l'intento di minimizzare gli effetti collaterali, a parità di efficacia».

Si tratta del tumore al seno che esprime il recettore Her2 in grande quantità: «Questi tumori sono molto sensibili al trattamento con gli agenti specifici diretti contro il recettore di Her2, tuttavia per molto tempo abbiamo creduto che senza la chemioterapia non funzionassero, soprattutto quando questi tumori sono di dimensioni rilevanti» spiega la dottoressa Cazzinga.  Ma la ricerca avanza e ora le cose sono cambiate. Con il nuovo studio i medici affermano che «le pazienti che hanno tumori di piccole dimensioni, inferiori a 2,5 cm, e assenza di linfonodi patologici a livello ascellare, possono essere trattate con la combinazione di trastuzumab e pertuzumab, oggi una delle strategie di combinazione maggiormente efficaci, senza la chemioterapia».

Due anni fa lo studio Phergain-1 

Due anni fa lo stesso gruppo di ricerca aveva condotto un altro studio dedicato alle donne con questo tipo di tumore, lo studio Phergain-1. Anche allora i risultati erano stati incoraggianti: «Con grande soddisfazione delle nostre pazienti perché alcune hanno potuto evitare la chemioterapia, se il tumore si riduceva durante i primi due cicli di trattamento con la stessa combinazione che oggi proponiamo, in una formula completamente nuova. Ma anche una grande soddisfazione per tutti noi, perché abbiamo curato le nostre pazienti migliorando al contempo la loro qualità di vita».

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