Scuole, il Comune investe 2,8 milioni per aule sicure: farà 40 prefabbricati

Martedì 7 Luglio 2020 di Simona Romanò
Un corridoio di una scuola milanese
 Le scuole inventano nuovi spazi per sdoppiare le aule in vista del ritorno in classe il 14 settembre.
«Sul tavolo ci sono 2 milioni 800mila euro per l’acquisto di quaranta prefabbricati leggeri da collocare nei cortili, qualora fossero grandi abbastanza, degli istituti milanesi», ha spiegato ieri, in commissione consiliare, l’assessore all’Edilizia Scolastica Paolo Limonta.
Sono circa 500 i plessi a Milano, fra asili, materne, elementari, medie, con lo stesso problema: non ci sono aule per garantire il distanziamento anti-contagio. Con le regole inziali, che prevedevano la distanza di oltre un metro e mezzo fra gli alunni, mancava il 20% delle classi; ora, secondo il ministero, la lontananza fra i bambini deve essere di un metro. Va meglio, ma le stanze dove far lezione sono ancora insufficienti a Milano.

Entro il 20 luglio i presidi faranno il punto e allora il Comune ragionerà sul piano di recupero spazi. E deciderà anche dove montare i prefabbricati in legno che, quando si ritornerà alla vera normalità, serviranno per attività extrascolastiche o per trasferire gli studenti in caso di lavori di manutenzione delle scuole.
Le prove di capienza per le lezioni post-virus sono già iniziate da tempo e ora sono entrate nel vivo con un po’ di trambusto e preoccupazione: gli insegnati sono pronti a togliere gli arredi, a smontare le scaffalature, per adattare le piccole librerie, i fondi dei corridoi, le stanze della psicomotricità; un’altra soluzione potrebbero essere gli oratori se fossero abbastanza vicini alle scuole. E come extrema ratio i prefabbricati. «Di certo, a settembre, saremo pronti e la scuola deve tornare ad essere protagonista, con tutte le condizioni per garantire il tempo pieno ai bambini milanesi come gli è stato garantito fino a febbraio 2020», assicura Limonta.
Precisando poi, che «non si possono trasformare le scuole in uffici e ospedali, badando solo a distanziamento e mascherine». Perché il doppio delle aule si possono ritagliare con un po’ di ingegno. Ma non si possono reclutare il doppio degli insegnanti. Da qui, la richiesta al governo di stanziare risorse «perché a settembre ogni scuola dovrà avere tutti i docenti compresi quelli di sostegno».
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