Duplice delitto, Nicolò lotta tra la vita e la morte. Oggi Alessandro Maja sentito dal giudice

La villetta di Samarate della famiglia Maja
La villetta di Samarate della famiglia Maja
di Greta Posca
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Venerdì 6 Maggio 2022, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 08:08

La lunga attesa. Attesa per l’operazione alla testa cui Nicolò Maja 23 anni, è stato sottoposto all’ospedale di Circolo di Varese. Attesa per il suo risveglio. Nicolò per ora è in rianimazione in prognosi riservata, unico sopravvissuto alla furia del padre Alessandro, 57 anni. L’uomo mercoledì notte nella casa di Samarate (Varese) ha ucciso a martellate la moglie Stefania Pivetta, 56 anni, e la figlia Giulia, di 16 anni. Nicolò, fresco di brevetto di volo, è l’unico che, secondo alcune testimonianze, è riuscito a gridare, ma non a fermare la follia paterna. Il grave trauma cranico che ha riportato ha costretto i medici a un’operazione d’urgenza per ridurre l’ematoma. Il nonno ieri a La vita in diretta ha detto che il nipote è stazionario: «Lui era bello come sempre, il medico ha detto che le condizioni sono stabili e ha detto che le percentuali al 70% sono buone e questo mi ha rincuorato». Ieri grande strazio al liceo scientifico di viale dei Tigli Giulia, a Gallarate, dove i compagni hanno posato fiori sul suo banco e dove tutti sono increduli per quanto accaduto. Hanno una unica certezza: Giulia non c’è più. Intanto, a Samarate il sindaco Enrico Puricelli ha dichiarato il lutto cittadino, che proseguirà fino al funerale delle due donne, fissati solo dopo le autopsie. Alessandro Maja, designer, fondatore di uno studio a Milano che cura i progetti di negozi e locali di food and beverage, è stato invece trasferito dall’ospedale di Busto Arsizio al carcere di Monza, dopo essere stato sottoposto a una medicazione all’ospedale San Gerardo. Dopo il duplice delitto si è procurato ferite e delle ustioni, ma nulla che lo abbia messo in pericolo di vita. Forse oggi spiegherà cosa lo abbia portato a trasformarsi in omicida al giudice di Busto Arsizio Luisa Bovitutti con cui ha l’interrogatorio di garanzia alle 10. Mercoledì non ha risposto alle domande. Distrutta dal dolore Ines, la mamma di Stefania Pivetta. «Vi rendete conto di quello che mi hanno fatto? Non riesco a parlare», le sue uniche parole.

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