Movida e mascherine, giro di vite sui controlli a Milano: ieri chiusi 10 negozi

Giovedì 8 Ottobre 2020
Navigli, uno dei poli della movida milanese

 Giro di vite a Milano sul rispetto delle regole anti-Covid. In particolare sull’uso delle mascherine, obbligatorie anche all’aperto da oggi, e al divieto di assembramento. L’aumento della curva dei contagi e la necessità di contenere una possibile seconda ondata, temuta dagli infettivologi, impone più severità.

PATTUGLIAMENTI Ieri, il Comitato provinciale per sicurezza, coordinato dal prefetto, ha deciso «una rimodulazione e un’intensificazione dei controlli a Milano e provincia da parte di forze dell’ordine e polizia locale». Gli occhi sono puntati «soprattutto sui luoghi di aggregazione». Si tratta, quindi, dei quartieri della movida, dai Navigli all’Arco della Pace, da Brera a corso Garibaldi, dove già più volte sono state segnalate situazioni a rischio, con i giovani accalcati davanti ai locali e con la mascherina abbassata sotto il mento oppure agganciata al braccio. Da oggi, le ispezioni saranno a tappeto con pattugliamenti di polizia, carabinieri, ghisa. E potranno essere impiegati anche i militari. Chi non rispetta le norme anti-virus rischia una multa fino a 1000 euro. Stop anche alle immagini di ragazzi ammassati vicino ai bar, dall’ora dell’happy hour fino a notte fonda.

MULTE «L’attività di controllo delle forze dell’ordine, non si è mai interrotta dall’inizio dell’emergenza», precisa il prefetto Renato Saccone. La movida è sorvegliata speciale, ma si alzerà la guardia anche sui luoghi di lavoro e sulle attività commerciali. Dal 4 maggio ad oggi, il Nucleo territoriale ispettivo, coordinato dalla Prefettura, ha effettuato 1.707 controlli: per 78 aziende sono emerse violazioni. La polizia locale, invece, si è occupata di verificare il rispetto delle norme nei negozi: a oggi le multe hanno interessato 2 parrucchieri, 5 fra bar, pub, ristoranti, 2 circoli privati e 1 centro benessere. E ieri il prefetto ha disposto per 10 esercizi commerciali, irrispettosi della normativa anti-Covid, la chiusura per la durata di 5 giorni.

LA PAURA Il sindaco Giuseppe Sala, ieri, nel consueto video social rivolto ai milanesi è tornato sull’emergenza sanitaria, ammettendo di temere il virus. «Io lo dico con franchezza, io ho paura del Covid», ha confessato. Ha poi spiegato: «Non è una paura paralizzante perché sono un uomo nato nel ventesimo secolo sono abituato ad affrontare razionalmente le difficoltà. Ma è innegabile che ho paura e non mi sognerei mai di dire che non bisogna averne». Lunedì, prima della firma del decreto del governo, aveva già lanciato un appello ai milanesi a indossare la mascherina.

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