Fontana: «Troppi apericena, se si esagera si chiude»

Giovedì 21 Maggio 2020 di Simona Romanò
movida a Milano, in corso Como
 Dito puntato contro gli aperitivi. «Troppi apericena e bar sommersi di persone. Se si ammassano siamo costretti a chiudere i locali», ha tuonato ieri il governatore Attilio Fontana. In realtà, non ha mai nascosto la «poca convinzione sull’apertura, già da lunedì, di bar e ristoranti», che appunto vivono di socialità. I milanesi hanno detto addio nella Fase 2 al rito dell’happy hour com’era concepito nell’era pre-Covid. No ai buffet e rispetto delle distanze, ma in tanti provano a riassaporare lo spritz nelle zone classiche della movida dall’Arco della Pace ai Navigli. Basta fare un giro per vedere come certe zone del divertimento siano più frequentate di altre.
«I nuovi contagio possono derivare proprio dalle piccole follie che ogni tanto le persone fanno – ha ribadito Fontana – e che rischiano di farci tornare». Quindi, l’appello agli esercenti: «Se avete troppo gente che si accalca nel vostro bar non lasciatela entrare, non servitela».
Non ci stanno i ristoratori, che replicano con fermezza. «Siamo consapevoli dei rischi e stiamo seguendo con scrupolo le regole anti-Covid», ha assicurato Fabio Acampora, vicepresidente dell’Associazione dei pubblici esercizi di Milano (Epam), titolare di otto locali, fra ristoranti e lounge bar. «Ogni cliente è seduto con drink e piatto delle pietanze portati dalla cucina - ha spiegato poi – Occupiamo, nel rispetto delle distanze, tutti i posti nei plateatici senza sgarrare». «Però – ha aggiunto – se gli avventori, terminata la consumazione, fanno capannello sul marciapiede la responsabilità non è nostra, perché non abbiamo l’autorità per imporre di allontanarsi dal suolo pubblico. Intervengano i vigili». Gli fa eco Michele Berteramo, ristoratore dei Navigli: «Su 200 coperti siamo giunti a 80, in questi giorni serviamo un 30 per cento di aperitivi, tutti ai tavoli. In questo momento non si pone il problema della ressa, se ci sarà metteremo anche i separè, ma no a multe ingiustificate». Lo sfogo di Fontana ricorda un po’ la rabbia del sindaco Giuseppe Sala, l’8 maggio, per la confusione alla Darsena. Ieri invece, è stato più conciliante: «Sono stato il primo a riprendere i ragazzi, ma ora dire di richiudere no, perché sono casi ancora limitati».
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