wLog e il suo nuovo singolo "20 punti": «Vivo tra la città e la montagna in cerca di suoni e poesia»

Martedì 2 Marzo 2021 di Francesca Binfarè

Si definisce «cittadino e montano», cantautore elettronico e pop (e molto altro), imprevedibile e atipico. Tutto questo è il milanese Giangiacomo Massa, in arte wLOG. Il suo nuovo singolo si intitola 20 punti ed è il racconto di quell’attimo di distrazione in cui l’attenzione ci abbandona e di come in quell’istante si possa scoprire qualcosa di nuovo e di bello.

 

Un tema inusuale per una canzone, da dove le è venuta l’idea?

«Un po’ di anni fa ho conosciuto una ragazza giudicata piena di difetti e disfunzioni, che per me era in gamba e affascinante: era semplicemente distratta nel suo modo di rapportarsi con il mondo. A volte abbiamo atteggiamenti poetici che non danneggiano nessuno e che andrebbero lasciati fluire: la ragazza della canzone gioca a shangai e si perde nei colori non pensando alle regole».

 

Nel luglio scorso ha pubblicato un ep, Nisba, poi una serie di singoli inediti: indipendente nei suoni che propone e anche nelle scelte?

«Mi piace andare a esplorare tematiche non trattate nella musica attuale e uscire dalla descrizione del rapporto amoroso classico, delle canzoni che cantano “è arrivata l’estate, è arrivato l’inverno”. Non voglio banalizzare questi brani ma, al di là di alcuni ottimi autori, da ascoltatore non trovo sviluppati certi temi. Violo tutte le regole dell’editoria e vado in sovraproduzione perché mi fa stare bene, però i singoli hanno un filo conduttore, nei testi e nei suoni».

 

Che rapporto ha con la sua città, Milano?

«Sono milanesissimo ma vivo in montagna. Con una battuta potrei dire di essere una specie di Mauro Corona della musica. Vivo da solo a 1400 metri nella Bergamasca, però tutte le settimane sono a Milano. La mia è stata una scelta intima, volevo vivere il contatto con la natura proprio perché sono nato nella metropoli. Amo Milano e resta un punto centrale nel mio cuore e per le mie esperienze».

 

Milano centrale per le sue esperienze: ci racconta di Partyamo?

«Ho fatto tre live su un tram, l’ultimo la settimana prima del primo lockdown. Il tram aveva un suo percorso a tappe, chi non poteva salire aspettava a una fermata dove suonavamo un brano per tutti. Organizzare è stato complicato ma è piaciuto a me e alle persone. Spero di rifare presto questi live. Io sono prontissimo per quando si tornerà alla normalità ma già adesso dico che il compromesso si fa pur di poter suonare. L’importante è ripartire e se devo stare a distanza, con le mascherine e meno pubblico, chissenefrega: lo faccio».

Ultimo aggiornamento: 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA