Il giallo del testamento di una ricca signora: «Lascio i soldi ai cani». E l'eredità diventa un caso legale

Due testamenti a distanza di un anno, ma l'ultimo è risultato essere falso. E ora gli enti benefici, compreso il Comune che gestisce il canile, reclamano la loro parte

Mercoledì 9 Marzo 2022
Milano, il giallo del testamento della ricca signora: «Lascio i soldi ai cani». Ma l'eredità diventa un caso legale

Battaglia legale a Milano, in un caso misterioso e complesso che coinvolge anche il Comune, per il testamento di una signora, anziana e benestante, deceduta nel novembre 2020. La donna, infatti, aveva deciso di lasciare in eredità tutti i soldi custoditi in banca (905mila euro) ad alcune associazioni benefiche.

 

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Il caso è raccontato da Il Giorno. Dopo la morte della signora, era stato trovato un primo testamento che stabiliva la ripartizione in egual misura di quegli oltre 900mila euro alla Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, la Fondazione Opere San Francesco, l'Associazione Lega del Filo d'Oro ed il canile comunale di via Aquila. Il colpo di scena arriva però nell'agosto scorso, quando l’esecutore testamentario comunica che il notaio ha proceduto alla pubblicazione e al deposito, il 9 aprile 2021, di un altro testamento olografo, un documento datato 26 agosto 2020, con cui la “de cuius’’ nomina quale unico erede una sola persona.

 

Il primo testamento, fatto dalla donna il 23 agosto 2019 (oltre un anno prima di morire), nomina vari enti tra cui il Comune di Milano. Questi enti dubitano dell'autenticità del secondo testamento, chiedendo anche la consulenza di un esperto grafologico. Il consulente, poco più di un mese fa, aveva stabilito che il secondo testamento fosse un falso. A quel punto, gli enti contattano le banche in cui erano depositati i soldi della donna per evitare la liquidazione a favore della persona nominata dal testamento ritenuto falso.

 

Il direttore dell'Area Supporto giuridico-amministrativo e Tutela Animali del Comune ha chiesto all'Avvocatura comunale di impugnare il secondo testamento, ottenerne la nullità e incassare i 226mila euro previsti dal primo, una somma da investire nel canile di via Aquila.

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