Controllano la zona di spaccio dal cielo: presi i pusher hi-tech

Venerdì 11 Settembre 2020 di Salvatore Garzillo
La modernità passa anche dalla gestione della piazza di spaccio. Così se una volta era affidato tutto agli occhi delle vedette affacciate alle finestre, ora basta un piccolo drone che sorvola l’area. Con questo sistema un gruppo di albanesi monitorava la vendita e il passaggio di eventuali poliziotti in via Oroboni, quartiere Comasina.
Un controllo discreto ma che non è sfuggito alla brava gente della zona, che ha segnalato agli agenti del commissariato il viavai consentendogli di bloccare 4 persone (3 arrestati e uno fermato) oltre a sequestrare 18 chili di hashish e un chilo e mezzo di cocaina. «Abbiamo chiamato l’operazione “Nba” perché tre agenti si sono mimetizzati giocando a basket nella via dello spaccio - ha spiegato il dirigente del commissariato Antonio D’Urso - i miei uomini, che chiamerò Ombra, Veleno e Stricnina, hanno avuto un punto di osservazione privilegiato e sono riusciti a monitorare i movimenti del gruppo. Uno di loro, in particolare, ha notato il drone che volava costantemente in zona e lo ha seguito con lo sguardo fino al suo rientro in un appartamento al civico 21». Questo dettaglio è stato fondamentale nei giorni successivi per risalire al deposito della droga.
Dopo diversi appostamenti, lunedì 17 sono entrati in azione quando hanno deciso di fermare un’auto sospetta guidata da un 27enne albanese. L’uomo era passato diverse volte in via Oroboni, scambiandosi ogni volta cenni d’intesa con altre persone che si riteneva potessero far parte della banda. I poliziotti hanno bloccato la vettura all’altezza di viale Enrico Fermi e sotto ai sedili posteriori hanno trovato 2 chili di hashish già divisi in 20 panetti. Poco dopo, in via Murat, altri colleghi hanno fermato due albanesi di 22 e 23 anni che puntavano da qualche giorno, il più giovane aveva un cellulare capace di criptare le chiamate e un mazzo di chiavi. A quel punto a un poliziotto è tornato alla mente l’appartamento in via Oroboni e, al termine di estenuanti tentativi per capire quale fosse l’appartamento giusto, sono riusciti a entrare. Dentro c’erano altri 15 chili di hashish, oltre un chilo e mezzo di cocaina e il drone usato per controllare la zona.
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