Boom biciclette, a Milano sono sold out. Attese fino a tre mesi nei negozi

Giovedì 4 Giugno 2020 di Simona Romanò
Ciclisti in corso Buenos Aires

Negozi di bici svuotati. Un assalto che ha fatto quasi esaurire le scorte nei magazzini: dalle mountain bike sportive a quelle classiche da uomo con la canna; dalle tipiche da passeggio per le mamme, che poi montano i seggiolini per i bambini, a quelle a pedalata assistita. Alcuni modelli sono introvabili e molti altri scarseggiano: per le biciclette sold out bisogna aspettare almeno tre settimane. Perché le richieste sono così tante che le aziende produttrici sono in affanno.

A Milano la bici-mania, scoppiata timidamente dopo il 4 maggio con il primo allentamento del lockdown, sta consolidandosi: non si acquista per l’euforia del momento, come un mese fa si poteva pensare, ma per scelta. Il cambio di passo, quindi, non è solo merito del bonus mobilità del governo, peraltro non ancora erogato, e delle nuove piste ciclabili disegnate in fretta dal Comune. La novità è che la bici per i milanesi è diventata il mezzo principe anti-virus per muoversi in sicurezza, molto più di tram e metrò che restano semideserti.

«La richiesta è esagerata – ammette Matia Bonato, presidente di Assobici Confesercenti, quinta generazione alla guida di Rossignoli, storico negozio di biciclette a Milano dal 1900 - Da noi la fila è di circa due ore e in una giornata frenetica vendiamo anche 40 pezzi». «Fatichiamo ad approvvigionarci dai fornitori e i clienti, se vogliono la bici pronta consegna, devono un po’ accontentarsi del colore o del modello – aggiunge - Purtroppo non riesco a soddisfare rapidamente le prenotazioni: le due ruote per uomini alti, per esempio, che solitamente produco in tre settimane ora le consegnerò dopo l’estate. Mai accaduto». C’è stato anche un boom di riparazioni, perché chi aveva una due ruote abbandonata in cantina da anni l’ha rispolverarla. «Ma è difficile recuperare anche i pezzi di ricambio – precisa Bonato - Ci vogliono settimane per le selle in vero cuoio».
Giovani, anziani, bambini, uomini in giacca e cravatta, donne con i tacchi che vanno al lavoro. Sono tutti in sella. «Ormai lavoriamo solo sulle prenotazioni – racconta Davide Maggi della Stazione delle Biciclette, aperti da 15 anni – e speriamo ogni giorno buone notizie dai fornitori. La domanda è però incontrollabile: ho perfino clienti che confessano di non usare una bici da 30 anni e ora la vogliono subito».

Ultimo aggiornamento: 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA