Elezioni comunali a Milano. Fuoriusciti, no Euro, partito gay: i sette outsider che sfidano Sala

Venerdì 18 Giugno 2021 di Simona Romanò

Una pattuglia, tutta maschile, di sette outsider. Sono pronti a sfidare il sindaco uscente, ricandidato al bis, Giuseppe Sala alle Amministrative di ottobre. Rappresentano frange della società civile o partiti minori che, in caso di ballottaggio, potrebbero comunque portare in dote voti preziosi. Dai No Euro al Partito Gay, agli ambientalisti super convinti. Hanno lanciato il guanto di sfida ormai da settimane. Senza indugi. Al contrario del centrodestra (il cui candidato è quello più temibile), che non trova la quadra; e del Movimento 5 Stelle che, senza un accordo con Sala, correrà da solo.

 

GIOVANNI CAFARO. Ha inventato il lavoro del “codista”, che fa le code per gli altri, in posta o dal medico. Il suo primo obiettivo «è far assumere in Comune, seguendo la legge, oltre 1100 disabili, che oggi vivono con circa 300 euro al mese».

 

MAURO FESTA. Del Partito Gay si è candidato perché «le persone Lgbt vogliono metterci la faccia»: «Non siamo un partito di nicchia, quello dei gay per intenderci, ma di tutti. Uomini, donne, trans, bisessuali, disabili che si sentono discriminati».

 

GIORGIO GOGGI. Ex assessore al traffico delle giunte Albertini, è il portabandiera dei socialisti. «Milano deve tornare a essere aperta, libera e solidale. Ora rischiamo un declino», ha dichiarato nella conferenza di candidatura. Ha già duramente attaccato Sala sul fronte parcheggi e mobilità.

 

GABRIELE MARIANI. Raccoglie i consensi della galassia di partiti e associazioni dell’ala sinistra: «Non faremo abbattere San Siro, riscriveremo il Pgt per difendere il verde dal cemento, aumenteremo Area C e il ricavato servirà a diminuire il prezzo del biglietto Atm».

 

GIANLUIGI PARAGONE. Seminerà i temi internazionali del suo partito ItalExit. «Le città stanno cambiando pelle e anche se Milano è considerata quella con meno problemi, in realtà non è così: la città che piace a noi non è soltanto luccichii e grattacieli, mentre la periferia è abbandonata».

 

ALESSANDRO PASCALE. Vuole «conquistare Milano con le bandiere rosse del Partito Comunista». Simone Sollazzo. Dopo aver detto addio ai grillini, ha fondato il movimento Milano Concreta i cui temi forti sono «ambiente, lavoro, cultura, partecipazione».

CENTRODESTRA. La situazione tra gli alleati è ingarbugliata. Si pensa, come a Roma, a un ticket che, per il leader della Lega Matteo Salvini, può essere formato dal manager di Mediolanum Oscar Di Montigny (che sale nei sondaggi) e dall’ex sindaco Gabriele Albertini. Ma la coppia non piace a tutti i partiti e uno dei due potrebbe saltare. Il nuovo vertice è fissato per giovedì prossimo.

Ultimo aggiornamento: 09:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA