L'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: «Milano non solo città delle week, avremo il Festival delle periferie»

L'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi
L'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi
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Giovedì 16 Giugno 2022, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 19:23

L’estate è alle porte. La Milano degli spettacoli all’aperto, del rock e degli eventi sotto le stelle ha già rialzato la testa, dopo lo stop forzato da Covid. Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, ci sarà l’Estate Sforzesca?

«Sì. Si chiamerà "Milano è viva al Castello Sforzesco". Stiamo mettendo a punto calendario ed eventi, ma il Castello è un luogo fondamentale: ha un’acustica e una visione ottime, è un pezzo del nostro patrimonio culturale, non può rimanere fuori dall’estate».

Questo macinare eventi, o meglio, “city” e “week” (moda, musica, food, libri) ha spesso attirato critiche. Milano “regina delle week”?

«Ci prendono in giro perché infiliamo il termine “city” un po’ ovunque. Accettiamo la critica, ma la verità è che avere un calendario così articolato, come il Bookcity o il Pianocity e altro, è un modo per raccogliersi intorno a un tema e abbracciarlo. City, week, sembrano solo parole ma in realtà sono il segno di un grandissimo valore aggiunto: saper organizzare e convocare i protagonisti». 

Lei aveva promesso, al suo insediamento, un rilancio delle periferie con teatro, arte e musica. Come sta procedendo?

«Quando è stata insediata la giunta il sindaco Sala mi ha chiesto di prendere l’incarico dando valore alle periferie. Abbiamo circa 2 milioni e mezzo stanziati dal ministero, vincolati allo spettacolo dal vivo nella periferia. Dunque abbiamo fatto uscire un bando, dedicato agli enti che ritengono di avere progetti all’altezza per animare le zone meno centrali. Obiettivo: un grande Festival delle periferie, dando prevalenza alle attività nella cintura che va oltre il percorso del filobus 90-91, così da toccare tutti i quartieri. Raccoglieremo progetti che racconteranno, per la prima volta, l’essenza della periferia»

Molti ritengono che a Milano manchino spazi per i grandi raduni rock, oltre San Siro che da alcuni è comunque giudicato inadeguato. I nuovi palazzetti per le Olimpiadi saranno anche luoghi di musica?

«Di specifica musica rock, no. Penso che a Milano ci siano molti spazi per la musica, come l’Ippodromo La Maura, che ha ospitato il grande Vasco. Poi ci sono i live club, che stanno dimostrando in questa stagione di rifiorire. Si deve solo lavorare un po' di più sul coordinamento dell’attività che mi compete come assessore».

Tra le novità dell’arte, il nuovo Museo del 900. 

«L’Arengario di fronte al Museo ospiterà un’altra parte della collezione. Con il neo direttore Gianfranco Maraniello stiamo lavorando a questo ambizioso raddoppio, che avrà anche la passerella per unire i due Arengari, e che cambierà la percezione di piazza Duomo. Il progetto è quella di una collezione imponente. Per ora, posso già dire che creeremo il Museo del Futurismo tra i più importanti al mondo, se non il più importante». 

Non più da assessore, ma da milanese. I tre eventi che non si perderà questa estate a Milano?

«Difficile scegliere. Ho applaudito il concerto della Scala in Duomo. Il 28 giugno sarò sempre in Duomo da Fedez e J-Ax. Infine, i Rolling Stones». 

Lei è stato assessore a Firenze. Si sente più fiorentino o milanese?

«Sono milanese e felice di servire Milano, ma Firenze resterà sempre nel mio cuore».

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