Cristina Donà: «Torno a Milano con un concerto dal sound di proto elettronica»

Cristina Donà: «Torno a Milano con un concerto dal sound di proto elettronica»
di Francesca Binfarè
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Venerdì 10 Giugno 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:02

La cantautrice milanese Cristina Donà parte con il nuovo tour e torna a suonare nella sua città per presentare l’album deSidera. Le canzoni sono quasi tutte nate da un’autoanalisi che indaga la condizione umana attraverso i nostri desideri, il titolo fa riferimento proprio all’etimologia di questa parola. Il palco su cui canterà è quello della festa di Radio Popolare, sabato 12 giugno (biglietto 5 euro, dà diritto a seguire tutti gli eventi in programma; live di Cristina Donà alle 22; ex Paolo Pini, via Ippocrate 45).

È la prima volta che presenta dal vivo deSidera?

«Il disco è uscito il 3 dicembre dell’anno scorso ma era già stato distribuito in estate a chi aveva partecipato al crowdfunding, quindi avevo approfittato per portarlo in giro. Questa però è la prima data live ufficiale, mi fa molto piacere sia per la festa di Radio Popolare».

Una prima data a Milano, la sua città.

«Credo di non suonare all’ex Pini da vent’anni, era un’altra festa di Radio Popolare. Da anni vivo in Val Seriana (il brano Senza fucile né spada testimonia l’apocalisse accaduta qui a causa del Covid) ma a Milano sono legata, sono cresciuta in provincia e nella Milano degli anni ‘90, non ci torno spesso ahimè. È una città che ho visto trasformarsi facendo grandi sforzi per migliorarsi. Pandemia a parte, meriterebbe più spazi per la musica».

Cosa si aspetta da questa serata?

«Non suono a Milano dal 2017, credo, dal live al Serraglio per il tour del ventennale dell’album Tregua. Ogni volta cerco di non avere troppe aspettative: manco da tanto e questo potrebbe aiutare, d’altro canto l’abitudine a tornare in un posto potrebbe invogliare le persone, per cui non so cosa aspettarmi. Spero in una buona accoglienza».

Musicalmente deSidera è differente dai suoi lavori precedenti: come ha stilato la scaletta del concerto?

«In questo momento per me una scaletta varia è la cosa più bella da mostrare, ci saranno brani molto leggeri come resa sonora e altri più aggressivi. Nel nuovo album c’è una sorta di elettronica preistorica, fatta di loop scarni, è la prima volta che la uso su disco e dal vivo. Questi suoni sono però gestiti da Saverio Lanza (con cui lavoro da tempo) che li doma. Per introdurre questo elemento nuovo abbiamo rivisto la scaletta e scelto brani che potessero inserirsi in maniera più idonea, ma credo che quello che unisce la scaletta sia la scrittura del cantautore».

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