Milano, bolletta delle luce raddoppiata: un negozio su 5 a rischio default

Venerdì 29 Aprile 2022 di Simona Romanò

La batosta del caro energia si abbatte sulle attività commerciali e non solo sulle famiglie. Un negoziante su cinque (20%) rischia di chiudere e quasi il 70% è sull’orlo dell’indebitamento, perché i costi della corrente sono insostenibili, con le bollette più che raddoppiate a causa della guerra in Ucraina. A denunciarlo è un’indagine condotta dall’ufficio studi di Confcommercio Milano per fotografare le conseguenze del conflitto, che ha scatenato uno choc energetico.

 

 

BOLLETTA SALATA. In soldi, è un salasso: un ristorante paga una bolletta mensile di 4200-4400 euro, rispetto alla solita media di 1800 euro. Sono 467 i titolari interpellati, la maggior parte dei quali (l’80%) di Milano e Provincia. Per molti l’impennata dell’elettricità può essere  fatale: altri tre o quattro mesi così e la situazione potrebbe davvero precipitare, anche perché gli esercenti sono riduci da due anni durissimi di pandemia. Tra le categorie più coinvolte i non alimentari (26%), i bar e i ristoranti (19%), le imprese di servizi, gli agenti, i rappresentanti di commercio (13%), infine, i grossisti (9%).

L’AUMENTO. Gli incrementi delle bollette energetiche sono consistenti: entro il 50% per il 53% delle imprese; dal 50 al 100% per il 31%; dal 100 al 200% per il 12%; di oltre il 200% per il 4%. Ad essere strozzati sono, in particolare, i ristoratori, fra cucine e forni;  a seguire, gli agenti rappresentanti.

SOS CHIUSURE. Ma quali ripercussioni ha l’aumento dei prezzi dell’energia? Il 69% dei negozi e dei locali teme che per reggere dovrà indebitarsi; l’11% mette nel conto una riduzione del numero di collaboratori e il 20% reputa che dovrà per sempre abbassare la saracinesca. Il paradosso è che mantenere un negozio o un bar sta diventando troppo costoso anche se non mancano i clienti.

AUSTERITY.  I commercianti, stanno prendendo provvedimenti da economia da guerra: chi può spegne, di notte, l’insegna o razionalizza l’uso delle attrezzature che più consumano. «Il problema è che vi sono lievi segnali di ripresa, ma non ancora sufficienti per parlare di piena ripartenza», spiega Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio. «È importante intervenire con un abbattimento strutturale dei costi e con ristori, oltre a proseguire nelle moratorie fiscali e creditizie».

COME RISPARMIARE. Una strada percorribile è l’efficientamento energetico per abbattere i consumi. Regione Lombardia stanzia 9,6 milioni di euro per il mondo del commercio all’interno del Pacchetto energia: si parla di un contributo a fondo perduto al 50% fino a 30mila euro (investimento minimo di 4mila)  per la sostituzione di macchinari, impianti di condizionamento e illuminazione, l’installazione di sistemi fotovoltaici.

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 15:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA