Milano, ragazze aggredite in piazza Duomo a Capodanno: arrestati due minorenni egiziani

Dei due ragazzi, uno ha il permesso di soggiorno, l'altro è un minore straniero non accompagnato.

Milano, ragazze aggredite in piazza Duomo a Capodanno: arrestati due minorenni egiziani
Milano, ragazze aggredite in piazza Duomo a Capodanno: arrestati due minorenni egiziani
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Lunedì 7 Febbraio 2022, 08:55 - Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 10:41

Ci sono due nuovi arresti per le violenze sessuali e le rapine avvenute la notte di Capodanno in piazza Duomo, a Milano. Si tratta di due minorenni di origini egiziane, un 16enne e un 17enne.

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Chi sono i due minorenni fermati

Dei due ragazzi, uno ha il permesso di soggiorno, l'altro è un minore straniero non accompagnato. I poliziotti, nell'inchiesta coordinata dal procuratore per i minori di Milano Ciro Cascone, sono giunti alla loro identificazione con le immagini dei sistemi di sorveglianza, con la testimonianza di numerosi testimoni e delle parti offese, oltre che con l'analisi dei vari social network e l'utilizzo del software per il riconoscimento facciale da parte della Polizia Scientifica. I due giovani sono ritenuti responsabili delle violenze a sfondo sessuale commesse ai danni delle due turiste tedesche, riprese in un video che ha fatto il giro del web.
Sono due ragazzi dalla vita ai margini quelli raggiunti, oggi, a Milano, da un'ordinanza di custodia cautelare per i gravi fatti avvenuti la sera dell'ultimo dell'anno in piazza del Duomo e dintorni, nel capoluogo lombardo. Il più giovane dei due egiziani, di circa 16 anni, era giunto da poco in Italia, sbarcato a Lampedusa questa estate. È stato rintracciato dagli investigatori della Squadra mobile in un appartamento in zona Comasina, dove viveva con altri connazionali, nessuno dei quali suo parente (e infatti amministrativamente viene considerato uno de tanti 'minori non accompagnatì stranieri presenti in Italia).
Non risulta che facesse nulla e l'episodio della rapina che gli viene contestato potrebbe, appunto, non essere l'unico ma un'azione nel contesto più ampio di una situazione border-line, con una quotidianità di espedienti. Il più grande dei due, 17enne, viveva invece in un appartamento in zona Stazione Centrale, con il padre e lo zio e non risulta abbia alcuna attività lavorativa fissa, o di studio.

Il 16enne coinvolto anche in una rapina

Le indagini, inoltre, hanno permesso di attribuire al sedicenne una rapina messa a segno alle 2 e 15 in via Torino: il giovane, che faceva parte un nutrito gruppo che, secondo la Questura, «si muoveva subdolamente con abilità criminale», avrebbe accerchiato una coppia di ragazzi che stava passeggiando con alcuni amici, aggredendoli e rapinandoli dei cellulari. Uno dei ragazzi aveva riportato ferite giudicate guaribili in cinque giorni mentre un'altra giovane vittima, mentre cercava di chiamare i soccorsi, era stata minacciata con un coltello.

Le vittime abbracciate per difendersi dal branco

Palpeggiata e spinta a terra, una delle due turiste tedesche, vittime delle violenze avvenute a Milano la notte di Capodanno, visibilmente scossa e spaventata ha tentato di difendersi dal branco degli aggressori, cingendo l'amica in un abbraccio. E quanto si vede da uno dei filmati, descritto nell'ordinanza con cui il gip presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, Paola Ghezzi, ha disposto la custodia cautelare in un istituto di pena per i due minorenni egiziani arrestati questa mattina. La misura cautelare per i due, di 16 e 17 anni, è scattata proprio per le violenze ai danni delle due tedesche, di cui gli inquirenti li ritengono responsabili. È stata una delle due amiche, interrogata lo scorso 19 gennaio dall'aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo alla presenza del capo della squadra Mobile Marco Calì, a riconoscerli come responsabili delle violenze e a raccontare cosa è accaduto la notte di San Silvestro. Le sue dichiarazioni sono state ritenute «credibili e complete» dagli inquirenti. 

Il gip: «Non si sono fermati neanche davanti alla sofferenza delle vittime»

I due minorenni arrestati nell'inchiesta milanese sugli abusi sessuali di Capodanno non hanno desistito «nemmeno di fronte all'evidente sofferenza patita dalle due giovani ragazze» tedesche. Lo scrive il gip del Tribunale per i minorenni di Milano Paola Ghezzi nell'ordinanza nella quale parla anche di «gravissime e radicate lacune educative, sfociate in un atteggiamento di assoluta spregiudicatezza e indifferenza alle regole più elementari della civile convivenza» e di «mancato rispetto della dignità e della libertà personale di giovani donne in una serata di festeggiamenti nel centro della metropoli milanese».
La personalità dei due ragazzi, scrive il gip, è «desumibile dalla commissione» dei fatti «gravissimi e indicatori di una completa mancanza di qualsivoglia presidio di legalità che direzioni le loro condotte e dalla pervicacia dimostrata nel voler portare a termine la propria azione violenta, non desistendo nemmeno di fronte all'evidente sofferenza» delle due ventenni. Per entrambi gli arrestati sussiste, secondo il giudice, il pericolo «di recidiva» e l'unica misura idonea è quindi la «custodia cautelare» in un istituto di pena minorile. I due, tra l'altro, entrambi egiziani (uno ha il permesso di soggiorno, l'altro è un minore straniero non accompagnato), per il gip sono «inseriti in contesti ad altissimo rischio di devianza» e sembrano «non poter fare riferimento ad alcun ambiente familiare o educativo in grado di contenerli e di fornire positivi modelli educativi». Per loro sono indispensabili anzi «esigenze rieducative particolarmente serie e stringenti, attesa la condizione di devianza in cui versano» con «incapacità di autodisciplina». È anche «necessario», per il giudice, «fornire ai giovani» arrestati «il senso di una risposta adeguata alle gravi violazioni commesse» per fare in modo che intraprendano poi un «percorso di crescita morale». 

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