Lombardia rischia la zona gialla. Fontana: «Spingere su terza dose». Ma boccia il lockdown per i no-vax

Lombardia rischia la zona gialla. Fontana: «Spingere su terza dose». Ma boccia il lockdown per i no-vax
Lombardia rischia la zona gialla. Fontana: «Spingere su terza dose». Ma boccia il lockdown per i no-vax
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Venerdì 12 Novembre 2021, 09:49

C'è «una sola ricetta contro il passaggio in zona gialla: spingere sulla terza dose». Lo dice il presidente della Lombardia Attilio Fontana in un'intervista al 'Corriere della Sera'. La Lombardia per ora tiene, avendo oltre il 91% di over 12 vaccinati: «Credo non ci si debba mai fermare nella difesa: il mio invito è a essere attenti. Non spaventati, ma attenti» spiega il governatore. Per ora hanno richiesto la terza dose 807 mila lombardi su una platea di 1,7 milioni.

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Fontana non è preoccupato, «ma bisogna convincerli: non c'è un grande entusiasmo rispetto a quanto abbiamo visto con la prima vaccinazione. Forse si è allontanata un pò la paura, ci siamo un pò dimenticati quello che abbiamo vissuto. Saremo tranquilli solo quando avremo fatto la terza dose: perché è l'unica che offre un'immunizzazione di anni». Sull'opportunità di un lockdown solo per i non vaccinati come in Austria, «dal punto di vista dell'opportunità» Fontana direbbe sì , ma «dal punto di vista della tensione sociale mi lascerebbe un pò perplesso».

Rispetto alla limitazione dei cortei no Green Pass «si deve cercare da un lato di consentire alla gente di esprimere il proprio dissenso, dall'altro di dare regole che determinino il minor numero di danni possibile». Con la direttiva del Ministro Lamorgese «non si impedisce: si regolamenta». Venendo alle tensioni nella Lega «non c'è stata alcuna battaglia. Durante il consiglio federale abbiamo parlato, discusso, espresso idee e proposte». Non esiste «una linea dei governatori. Semplicemente la nostra è una linea di pragmatismo», ma non c'è una linea politica contro o a favore di Salvini: «Noi svolgiamo un altro compito: cercare di risolvere i problemi dei cittadini». Per il Quirinale, Silvio Berlusconi o Mario Draghi «sono due personalità di grande capacità e spessore, ma oggi sono ipotesi premature. Draghi deve continuare a lavorare per il Paese: è la cosa di cui abbiamo bisogno». 

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