Droga e spari con un kalashnikov: due in manette, entrambi legati al "gorilla"

Si erano inseriti appieno in un circuito di spaccio

Sabato 18 Dicembre 2021
Accusati di spaccio due uomini entrati appieno in un giro di spaccio. A loro è legata anche la figura, già nota alle forze dell'ordine, de "il gorilla"

Arrestate due persone con l'accusa di spaccio. Si tratta di due italiani di 56 e 53 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine e legati all'autore degli spari, col kalashnikov, contro una villetta di Robecchetto, un 47enne italiano noto come 'il gorilla', arrestato lo scorso agosto. L'operazione dei carabinieri di Legnano (Milano) si è conclusa ieri, in serata, con un'ordinanza del Gip si Busto Arsizio per gli indagati.

 

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L'indagine era partita per identificare chi aveva sparato contro l'abitazione di un 69enne italiano, per fortuna senza provocare feriti, in due diverse diverse occasioni: il 9 gennaio 2021 e la notte tra il 9 e il 10 maggio 2021. Già dopo il primo episodio, gli investigatori, analizzando numerosi tabultati telefonici, si erano concentrati sul 56enne il quale proprio dal 9 gennaio si era trasferito, senza alcun motivo apparente, nel Vicentino.

 

La notte tra il 9 e il 10 maggio, poi, da uno scooter e sempre contro la stessa villetta, erano stati esplosi dieci colpi un fucile d'assalto di produzione sovietica, verosimilmente un kalashnikov. Sin da subito le dichiarazioni delle vittime e le analisi sulla linea telefonica del 56enne, avevano permesso di accertare uno stretto legame tra l’uomo e un 47enne della zona, definito 'il gorilla'. Già noto per la sua personalità violenta, il gorilla nel maggio 2021 era stato arrestato il flagranza di reato per la detenzione di un revolver calibro 38 special con matricola abrasa e oltre 70 cartucce e, ancora, il successivo 4 agosto era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per porto illegale di armi da fuoco e minaccia.

 

Proprio il 47enne aveva poi confessato di essere l'autore degli spari di kalashnikov contro l’abitazione di Robecchetto, che, a suo dire, sarebbero stati motivati da questioni di gelosia per aver ritenuto il figlio del proprietario di casa, amante della propria compagna. Durante le indagini, è stata fatta luce sui suoi legami con alcuni personaggi coinvolti nello spaccio di cocaina nella zona di Robecchetto e dei comuni limitrofi e in particolare con i due cinquantenni finiti agli arresti.

 

Il 53enne e il 56enne erano inseriti appieno in un forte giro di spaccio, all'interno del quale rivestivano ruoli ben definiti. Si è accertato infatti che il più giovane si occupava della consegna materiale dello stupefacente ai clienti mentre l’altro assumeva le decisioni più rilevanti e gestiva le risorse materiali e i capitali finanziari. Dopo l'arresto entrambi sono stati portati in carcere a Busto.

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