Influenza, l'allarme dei medici: «Vaccini solo a novembre, troppo tardi»

Lunedì 28 Settembre 2020 di Simona Romanò
«Siamo in ritardo con l’antinfluenzale. È grave, perché l’influenza può avere un effetto distruttivo sul sistema anti-Covid». È l’allarme di Alberto Aronica, vicepresidente della cooperativa medici Milano centro (170 affiliati) e fondatore del primo Presidio socio sanitario territoriale in via Quadrio, dove opera con altri cinque medici di base curando oltre novemila pazienti. «Le dosi ci arriveranno a novembre - anticipa - poi, programmeremo in fretta le vaccinazioni, ma ci saranno persone non ancora vaccinate quando il virus circolerà, oppure soggetti il cui organismo non avrà avuto il tempo di creare anticorpi». Aronica teme «il blocco di aziende, uffici e scuole per quarantene precauzionali»: «Già ora, decine di pazienti accusano sintomi sospetti e con l’influenza sarà un caos. Non potremo fare una diagnosi certa e nemmeno una prima scrematura se i soggetti non saranno vaccinati, quindi, scatteranno gli isolamenti».

Eppure le indicazioni del governo per far fronte all’emergenza Covid erano chiare: anticipare la campagna antinfluenzale a inizio ottobre, in massa anche a over 60, bambini, lavoratori a rischio. «La Lombardia è impreparata, dopo cinque bandi sbagliati non è riuscita ad acquistare i vaccini», attacca la consigliera regionale di opposizione Carmela Rozza (Pd). «E ora, per cercare di riparare agli errori, è disposta a pagare anticipatamene 15 milioni alle aziende che li forniscono». Per primi si vaccineranno i più fragili e gli ospiti delle case di riposo. Tutti gli altri? «Secondo una circolare del 14 agosto, mandata dalla Regione alle Ats e Asst, gli over 65 slitteranno alla prima settimana di novembre», spiega Rozza. Inoltre, «la Regione non garantisce i vaccini per tutti, ammettendo che per i 60-64enni si conteranno le dosi rimaste dagli over 65». Non solo: «Sono ignorati, di fatto, tutti gli altri cittadini con il pericolo che il vaccino sia introvabile nelle farmacie per chi lo voglia acquistare privatamente».

L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera parla «di 2,4 milioni di vaccini disponibili, l’80% più dell’anno anno». «Peccato che solo nella Città Metropolitana - replica Rozza - ne servono 1,2 milioni per over 60 e bimbi in età scolare. Oltre 5 milioni per tutta la Lombardia».
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