Covid, Fontana choc: «Milano come Bergamo a marzo». E accusa l'Ordine dei medici

Venerdì 6 Novembre 2020
Covid, Fontana choc: «Milano come Bergamo a marzo». E accusa l'Ordine dei medici

La situazione in Lombardia è ormai drammatica, nonostante le polemiche per la divisione delle Regioni dell'ultimo dpcm, e il fatto che la stessa Lombardia sia finita tra le 'zone rosse'. Il governatore Attilio Fontana questa mattina è stato intervistato da Radio Anch'io su Rai Radio 1, e ha paragonato la situazione attuale di Milano con quella di Bergamo lo scorso marzo: «Purtroppo la situazione che a marzo era concentrata su Bergamo adesso si è concentrata su Milano. E su Milano, che è una grande area urbana, la situazione è ancora grave come forse quella di marzo», ha detto Fontana.

 

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Quanto alla polemica sulla Lombardia 'zona rossa': «Io non ho detto che non volevo accettare la zona rossa, tutte le settimane si fanno valutazioni (dei dati, ndr) e io pretendevo che venisse fatta la valutazione anche di questa settimana. Poi se siamo in un momento drammatico, da zona rossa è giusto che si stia in zona rossa», le sue parole. «Io - ha spiegato Fontana - voglio vedere i dati degli ultimi 10 giorni, non li ho visti e non li ho potuti esaminare. Li valuterei per vedere se ci sono stati dei miglioramenti che secondo me ci sono stati. L'elaborazione dei dati non la facciamo noi, la fa il Cts e non li hanno ancora valutati. Li hanno in mano da martedì e vengono convocati sabato mattina per valutarli. È questa la cosa di cui mi lamento. Avrei voluto almeno una risposta dall'elaborazione dei dati che sono nelle mani del Cts da martedì mattina, perché le Regioni li hanno consegnati martedì».

 

«Non sono i dati di un giorno che contano - ha poi aggiunto - ma almeno quelli di una settimana. Io credo che si debba rispetto a chi ha fatto dei sacrifici negli ultimi 10 giorni. L'ordinanza della Regione Lombardia ha posto dei limiti ai nostri cittadini e credo che fosse doveroso tenerne conto. Poi io accetto ci si metta in zona rossa e che si applichino queste ulteriori restrizioni, ma pretendo che si valuti tutto quello che abbiamo fatto. Voglio poter dire ai miei cittadini, abbiamo fatto uno sforzo e non è bastato oppure grazie, è stato sufficiente».

 

ACCUSE AI MEDICI Fontana ha poi accusato l'Ordine dei medici: «L'Ordine dei medici è sempre stato in posizione conflittuale nei confronti di tutte le decisioni ci sono state prese della Regione. Ci sono tantissimi altri esperti e scienziati che invece la pensano in modo diametralmente opposto», ha detto sulle accuse alla Regione di non aver fatto abbastanza contro il virus. «Le scelte che abbiamo fatto le abbiamo prese sulla base dei consigli del nostro Cts, all'interno del quale peraltro c'è un rappresentate dell'Ordine dei medici di Milano. Quindi, per carità, è facile far polemica», ha aggiunto il governatore leghista.

 

SUI TRASPORTI «I trasporti non sono tutti di amministrazione regionale, alcuni sono di amministrazione cittadina e sono proprio quelli che creano maggiori preoccupazioni. Noi abbiamo fatto tutto quanto era possibile fare, ma non si possono aumentare le corse su una linea che è già coperta al 100%». «I treni in Lombardia non possono essere di più perché sono già al massimo della portata della nostra linea» ha detto Fontana. Al Governo, ha aggiunto «abbiamo chiesto di avere risorse per sostituire alcune corse ferroviarie con corse su gomma ma non abbiamo avuto le risorse, sono state stanziate ma non sono state date. Dal mese di maggio abbiamo chiesto di differenziare l'inizio delle attività lavorative e scolastiche e non è stato fatto niente».

 

"NESSUNO PUÒ ENTRARE NELLE RSA" «I rischi stanno riprendendo in tutta Italia e in tutte le Rsa. Noi appena abbiamo visto che si stava alzando il livello di contagio abbiamo chiuso tutte le Rsa: nessuno può entrare, salvo situazione gravi. Questo purtroppo non toglie che a volte i dipendenti, involontariamente, portano il virus all'interno».  «Sul Pio albergo Trivulzio - ha aggiunto Fontana - si è fatta una polemica tremenda, poi è stata nominata la commissione ed è emerso un comportamento assolutamente corretto e legittimo. Il virus a volte si insinua in maniera subdola, se fosse così semplice bloccarlo lo avremmo già fatto in Italia e nel resto del mondo». 

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