Coronavirus, in Lombardia 24 casi positivi e 3 anziani morti

Martedì 25 Febbraio 2020

In Lombardia 24 casi positivi al coronavirus e altri 3 anziani morti, tutti sugli 80 anni. «Siamo a 240 casi positivi, abbiamo fatto più di 1.800 tamponi, per i decessi aspettiamo la conferma dell'istituto superiore della Sanità», ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. «Ci sono - ha aggiunto - tanti decessi, alcuni sub iudice in Lombardia che attendono di essere confermati dall'Istituto superiore della Sanità».

«Aspettiamo che passino 4 o 5 giorni per capire che effetto i provvedimenti che abbiamo preso possano dare. Noi siamo fiduciosi in un esito positivo». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Allerta per ricette cartacee. C'è un problema pratico che sta emergendo in questi giorni in Lombardia: la prescrizione dei farmaci da parte del medico di medicina generale. A differenza del Veneto o della Sicilia infatti, questa regione non ha ancora la ricetta dematerializzata. Il che obbliga i cittadini a doverla recuperare in formato cartaceo nello studio del medico di medicina generale, dove invece, secondo le nuove linee guida regionali, dovrebbe evitare di andare. A segnalarlo sono diversi medici di famiglia. «Qui siamo indietro sulla ricetta dematerializzata - rileva Massimo Vajani, presidente dell'ordine dei medici di Lodi - perché in farmacia hanno bisogno ancora di quella cartacea. In Veneto e Sicilia sono più avanti». D'accordo anche Silvestro Scotti, presidente della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), che segnala come in Lombardia «non possiamo inviare le ricette per mail al paziente per via della privacy. Ma se la spesa viene portata a casa, anche in questi giorni in cui si cerca di evitare la diffusione della malattia, perché per i farmaci bisogna recarsi presso lo studio del medico di famiglia?». In Veneto ad esempio, «il medico invia la ricetta alla farmacia, dove il paziente può andare direttamente a ritirare il farmaco, semplicemente presentando la propria tessera sanitaria - conclude Scotti - Mi pare che manchi una visione dei problemi di gestione pratica per evitare la diffusione della malattia».

Stop a gite scolastiche e sport solo a porte chiuse. Stop «eventi» e «competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati» in tutti i Comuni delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte e sport «a porte chiuse» negli impianti fatta eccezione per i comuni nelle zone rosse. È uno dei punti previsti dal dpcm di attuazione del decreto contro la diffusione del coronavirus. «I viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospese fino al 15 marzo 2020», si legge nello stesso dpcm. Con il provvedimento si reintroduce l'obbligo di presentazione del certificato medico a scuola: «La riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avviene, fino alla data del 15 marzo 2020, dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti», si legge ancora nel provvedimento.

Tensione Fontana-Governo. Momento di tensione, poi rientrato, al tavolo del governo con le regioni sul Coronavirus. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, a quanto apprende l'ANSA, avrebbe abbandonato la riunione, per poi tornare a collegarsi, dopo una «incomprensione - spiega una fonte di governo - sul tema delle mascherine». Lo strappo sarebbe rientrato in pochi minuti, dopo una telefonata a Fontana del ministro lombardo Lorenzo Guerini. Il clima - assicurano più fonti - poi «è migliorato, in piena collaborazione».

«Qualcuno ci ha detto che siamo stati lenti ma non è stata colpa nostra. Abbiamo passato la domenica in contatto diretto con il governo per costruire un'ordinanza che potesse essere ritenuta valida da virologi e scienziati ma anche compatibile con i legislatori». È quanto ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nel suo intervento nel Consiglio Regionale. «Il governo aveva dei dubbi che voleva chiarire e l'ordinanza firmata anche dal ministro è arrivata alle 20.30».

 

Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA