Boomdabash: «E ora 40 live per 15 anni di carriera». Giovedì via al Tour da Milano

Mercoledì 8 Maggio 2019 di Massimiliano Leva
Boomdabash: «E ora 40 live per 15 anni di carriera», giovedì il via al Tour da Milano
MILANO - Per arrivare in cima ci vuole molto sacrificio. Se lo si chiede a Biggie Bash, ovvero Angelo Rogoli, voce dei Boomdabash, la risposta è: «Volontà, gavetta, lavoro duro». Tutto vero. Loro, i Boomdabash, sono partiti anni fa da Mesagne, 26mila abitanti in provincia di Brindisi, per arrivare a Sanremo e ai primi posti delle classifiche. Giovedì 9 partono con il loro nuovo tour dall’Alcatraz di Milano con tanti amici ospiti: Loredana Berté, J-Ax, Rocco Hunt, Sud Sound System. Si festeggiano i 15 anni della band, anche con le canzoni dell’ultimo cd “Per un milione”.

Rogoli, come mai tutti questi ospiti?
«Questa data è un po’ un traguardo per noi. Diciamo il raggiungimento di un grande obiettivo: dopo 15 anni cominciamo un tour di successo con oltre 40 date in due mesi. Se penso che siamo partiti da una piccola sala casalinga tra amici… Ecco, proprio perché tra noi c’è questo spirito, abbiamo scelto di chiamare anche chi ha collaborato con noi e ha un rapporto sincero di amicizia, da Clementino sino alla Berté».

Il singolo cantato assieme “Non ti dico no” è stato un best seller. Siete diventati amici?
«Loredana è una bella persona. Trova forza nella sua vita solo facendo musica. Ci dice sempre: “ecco i miei bambini”».

Quanto è bello oggi essere una band di successo?
«Eravamo davvero solo amici all’inizio. Facevamo i deejay nelle feste. Ognuno di noi aveva la sua passione. Quando abbiamo scritto la prima canzone abbiamo capito che c’era qualcosa. A pelle. Dire oggi che ci saremmo immaginati di arrivare sino qui, sarebbe arrogante. Ma la speranza c’era ed eccoci ora, cercando sempre di fare solo musica con passione, che un po’ crediamo sia anche la chiave del nostro successo”.

Avete rifiutato di cantare al Grande Fratello?
«Semplicemente non faceva per noi in quel momento».

E Sanremo?
“La prima sera, la prima volta che sali su quel palco o canti o canti. La tensione non si misura tanto è alta. Poi viene da pensare che le altre sere ci si senta più a proprio agio. Sbagliato. L’adrenalina, lo stress sono massacranti. È il pegno per cantare su quel palco, davanti a quella platea. Ci torneremmo subito».

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