Uccide moglie e figlia a martellate, chi è Alessandro Maja: «Professionista affermato e uomo mite»

Noto architetto, ha ucciso la moglie e la figlia e ferito il figlio. La moglie Stefania voleva separarsi e su Facebook ricordava le donne vittime di femminicidio

Strage a Samarate, chi è Alessandro Maja: «Architetto professionista e uomo mite»
Strage a Samarate, chi è Alessandro Maja: «Architetto professionista e uomo mite»
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Mercoledì 4 Maggio 2022, 14:19 - Ultimo aggiornamento: 5 Maggio, 16:17

Un perfetto insospettabile, Alessandro Maja. Nessuno, tra chi lo conosceva, poteva immaginare che il noto architetto, con uno studio in centro a Milano, si potesse trasformare in un assassino. Eppure, l'uomo ha ucciso a martellate, nel sonno, la moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia, oltre a ferire in modo gravissimo il figlio maggiore, Nicolò. Anche per questo, la strage familiare di Samarate (Varese) lascia tutti ancora più sgomenti.

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Alessandro Maja, l'architetto insospettabile autore della strage

Alessandro Maja, l'uomo che ha ucciso la moglie e la figlia, ferendo gravemente il figlio a Samarate (Varese), è un noto architetto, fondatore di Maja Group, atelier di progettazione che opera in Italia e all’estero e fornisce un supporto a 360 gradi per la progettazione di spazi commerciali nel “Food&Beverage”. Cresciuto a Milano, da chi lo conosce viene descritto come «un professionista affermato e un uomo mite». Da tempo i conoscenti sapevano dei problemi in famiglia ma l'uomo, incensurato, non aveva mai dato motivi di preoccupazione. 
Come scrive Veronica Cursi per Il Messaggero, nel sito di Maja Group l'architetto viene definito «vulcanico di idee, originali e stravaganti, ma concrete e funzionali». Il suo studio, con sede sui Navigli, ha realizzato importanti progetti a Milano, Sicilia, Spagna, Olanda, Venezuela, intervenendo anche nella realizzazione di alcuni spazi all’interno dell’ Aeroporto Intercontinentale di Malpensa, nonché di uno spazio all’interno della Stazione Ferrovie Nord Cadorna di Milano. Cosa si scattatato nella testa di quest'uomo, un professionista affermato, è ancora un mistero.

Strage a Samarate, Stefania su Fb: «Riprendiamoci la vita»

«C'è sempre tempo per riprendere in mano la nostra vita. Che sia un lavoro, una passione…. La paura di perdersi fa perdere momenti preziosi della nostra vita»: prende un significato particolare questa frase scritta lo scorso gennaio sul suo profilo Facebook da Stefania Pivetta, uccisa oggi con la figlia Giulia dal marito Alessandro Maja. Sulla pagina, dove spiega di essere consulente skincare di Herbalife, gli amici hanno iniziato a lasciare messaggi di cordoglio. Il 3 aprile, ai suoi auguri di compleanno a Miguel Bosè «un uomo speciale» qualcuno aveva commentato «gli uomini speciali, sono sempre gli altri e non quello che è accanto a voi donne». E lei aveva risposto «Dipende …… Io parlo (di Bosè ndr) come professionista e per la vita che ha vissuto». Uno scambio di battute a cui qualcuno oggi ha aggiunto un commento amaro «Profetico!! Azzeccato in pieno». Fra le foto, diverse sono di Giulia. «Ci sono momenti che ti fermi e fermi il tempo per un attimo, ripensi alla tua vita. Le delusioni, i rimpianti, le gioie, le persone che hanno camminato con te. Poi - ha scritto accanto a un primo piano della ragazzina - guardi i tuoi figli. E ti accorgi di quanto il tempo è passato velocemente. E pensi che non c'è niente di più bello».

 

Strage a Samarate, Stefania voleva separarsi

È su una possibile crisi matrimoniale che si concentrano le indagini dei carabinieri per dare una spiegazione a quanto accaduto stamane in un'abitazione di Samarate (Varese), dove Alessandro Maja, un 57 anni, avrebbe ucciso la moglie Stefania Pivetta di 56 anni e la figlia Giulia di 16 anni e ferito gravemente l'altro figlio Nicolò di 23 anni, per poi tentare il suicidio. Secondo quanto si è appreso, la donna si era rivolta a un avvocato per una consulenza sulla separazione. Il figlio 23enne, ferito alla testa, è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Busto Arsizio (Varese).

Strage a Samarate, i post di Stefania contro i femminicidi

«Il mio San Valentino lo voglio dedicare alle donne che sono morte per mano di un uomo credendo nell'amore». Lo aveva scritto sul suo profilo Facebook Stefania Pivetta, 56enne uccisa questa mattina dal marito Alessandro Maja insieme alla loro figlia di 16 anni, nella loro villetta a Samarate (Varese), dove è rimasto gravemente ferito anche il figlio maggiore Nicolò, 23 anni. La donna, a quanto emerso, si era rivolta a un avvocato per la separazione. Negli ultimi mesi, dai suoi post in rete, si leggono frasi che inneggiano alla ricerca della felicità. «C'è sempre tempo per riprendere in mano la nostra vita. Che sia un lavoro, una passione… La paura di perdersi fa perdere momenti preziosi della nostra VITA», scriveva a gennaio. Poco prima aveva pubblicato un messaggio per il figlio Nicolò, fresco di brevetto di volo. «Sono stati momenti duri, complice questa pandemia che non ha facilitato il tuo percorso, ma sei fantastico e la tua forza di volontà ti ha portato oggi a prendere questo benedetto brevetto - aveva scritto - grazie amore, Nicolò ha messo le ali».

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