Alberto Genovese, il processo per stupro: «La ragazza ora è invalida, non può più fare la modella»

Alberto Genovese, il processo per stupro: «La ragazza ora è invalida, non può più fare la modella»
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Mercoledì 1 Giugno 2022, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 11:48

«È invalida permanente al 40%, ha problemi fisici e psicologici e non può più fare la modella, il lavoro che faceva». Così l'avvocato Luigi Liguori ha descritto le condizioni della giovane violentata, secondo l'accusa, nell'ottobre 2020, quando aveva 18 anni, nell'attico di lusso vicino al Duomo di Milano da Alberto Genovese, a processo in abbreviato per quegli abusi e pure per quelli nei confronti di un'altra ragazza, sempre stordita con un mix di droghe, nel luglio precedente in una villa a Ibiza.

Il legale Liguori, che rappresenta la vittima come parte civile, ha ricordato che i danni subiti dalla giovane sono stati calcolati per una cifra che arriva ad un milione e mezzo di euro. L'ex imprenditore del web nella scorsa udienza aveva offerto 130mila euro come risarcimento e 25mila euro all'altra ragazza, cifre che sono state rifiutate dalle parti civili. Il 27 giugno davanti al gup Chiara Valori sarà sentita una psicologa, consulente della difesa, poi ci sarà l'interrogatorio chiesto da Genovese e la sua ex fidanzata, imputata in concorso per le violenze nell'isola spagnola, renderà dichiarazioni spontanee. Il 7 luglio parola all'aggiunto Letizia Mannella e ai pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini e ai legali di parte civile. Il 18 luglio interverranno i difensori, i legali Luigi Isolabella e Davide Ferrari. Il verdetto dovrebbe arrivare il 19 settembre. Per questo caso, ha spiegato ancora Liguori, «sono state svolte attività di indagini complete e la mia assistita ora aspetta l'esito del processo». L'avvocato ha ribadito che dopo gli abusi ha dovuto rinunciare «ai lavori, ai contratti che non poteva più svolgere date le sue condizioni».

Alberto Genovese, l'ex manager a processo per due violenze sessuali, sarà processato con rito abbreviato condizionato a una consulenza psicologica richiesta dalla difesa e dall'acquisizione di produzione documentale. Lo ha stabilito il gup di Milano Chiara Valori che ha fissato anche le prossime tappe del processo che si terrà dunque a porte chiuse.

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