Che fine ha fatto l'autenticità?

Che fine ha fatto l'autenticità?
Che fine ha fatto l'autenticità?
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Venerdì 17 Giugno 2022, 07:38 - Ultimo aggiornamento: 11:38

Di argomenti rilevanti la settimana ne ha offerti in abbondanza, ma siccome la riforma della giustzia era già sulla bocca di tutti non volevo rischiare di impantanarmi nel superfluo. Questo preambolo per esordire rimembrandovi ciò che accadeva ormai davvero tanti anni fa, quando, se fate uno sforzetto, vi ricorderete di una certa signora sgarbatissima che con una voce insopportabile e troppo acuta nei toni si accingeva a vendere il sale del mar morto a trentanovemila lire a sacco, ma non solo, prometteva anche vincite milionarie al gioco del lotto insieme a uno scappato di casa chiamato Il Maestro. Dai, si che ve la ricordate, era Vanna Marchi.

Ebbene la voglio riattualizzare perché oggi che le televendite sono ormai terribilmente demodé, le sòle (a Roma le truffe le chiamiamo così) si fanno altrove. E voi obietterete che, se abbiamo dato credito a lei, perché non dovremmo ritenere attendibili le promesse di dimagrimento dopo l'assunzione di bibitoni improbabili venduti al prezzo della carne di kobe? O perché dovremmo pensare che quella bellissima ragazza che ci ha contattato in direct in realtà somigli ad Adriana Lima quanto le somiglia il volpino di mia zia?

Ve lo spiego io, che oggi sono piuttosto tagliente, perché abbiamo dimenticato le cose più importanti per star bene: l'autenticità e l'impegno. È così, questi concetti li abbiamo svalutati, talmente tanto da far si che siano diventati inconsistenti, proprio come quegli oroscopi a cui preferiamo affidarci quando rimboccarci le maniche sarebbe invece la soluzione più adeguata.

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