Fumo all'aperto, il divieto sbarca alle Camere: «Anche delle e-cigarette»

Giovedì 23 Gennaio 2020 di Emilio Pucci

Tempi duri per i fumatori. A Milano il sindaco Sala ha dichiarato guerra al tabagismo, puntando a rendere il capoluogo lombardo una città smoke free entro il 2030. Ora arriva un disegno di legge presentato a palazzo Madama da esponenti di tutta la maggioranza (quasi l'intero gruppo M5s, primo firmatario il senatore Auddino e sottoscritto, per esempio, dal senatore Laus del Pd, dai renziani Parente e Nannicini, dagli ex M5s Buccarella e Grassi) con il quale si chiede una stretta sulle sigarette (anche elettroniche) all'aperto.

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IL FINE
Bisogna prevedere questa la premessa inserita nel testo del ddl una più stringente regolamentazione in materia anche per quanto concerne gli spazi urbani aperti. L'elenco dello stop nei luoghi in cui si propone la misura è lungo. Riguarda gli spazi esterni di bar e ristoranti, le spiagge, lidi, i parchi, le aree di gioco, i giardini pubblici, gli stadi, i campi sportivi, le piazze dove si tengono manifestazioni e concerti, nelle banchine di attesa dei treni e alle fermate degli autobus, i siti dove ci sono monumenti pubblici di valore storico ed artistico.
La battaglia è per l'introduzione del divieto di fumo in aree all'aperto. Il disegno di legge interviene sull'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, Tutela della salute dei non fumatori, che ha introdotto in Italia il divieto di fumo in tutti i luoghi chiusi. Nel 2013 il divieto di fumo ricordano i proponenti della legge - è stato esteso anche alle aree all'aperto vicino alle istituzioni scolastiche e nel gennaio 2016 nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura e in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza.
Il disegno di legge si compone di un unico articolo e trae spunto dalla mozione dello scorso 27 settembre del Comitato nazionale per la bioetica (CNB), organo consultivo della presidenza del Consiglio dei ministri, che ha sottolineato come in base ai dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il fumo di tabacco rappresenti ancora la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile. La mozione sollecita il Governo e il Parlamento sulla necessità di estendere il divieto di fumo ai luoghi esterni e ricorda poi che i mozziconi delle sigarette usualmente abbandonati su strade, spiagge, parchi e in altri luoghi pubblici siano causa di un persistente e continuo inquinamento ambientale.
 

SALVAGUARDIA
L'obiettivo del ddl è pure quello di arrivare ad una migliore qualità dell'aria. Oltre a prevedere il divieto al fumo nelle aree esterne degli esercizi commerciali in cui si somministrano cibi e bevande quali bar, ristoranti, pub si impone lo stop anche nelle spiagge libere e nei lidi di mare a tutela non solo della salute dell'uomo ma anche dell'ambiente. Una misura già inserita in diverse zone d'Italia. Nei parchi e nelle aree di gioco si vuole, invece, salvaguardare la salute pubblica ed in particolare quella dei bambini, soggetti più vulnerabili all'esposizione del fumo. E riguardo ai monumenti pubblici di valore storico ed artistico si rileva come fumo e smog abbassino considerevolmente la qualità dell'aria e siano dannosi non solo per la salute dell'uomo ma anche per le opere d'arte, soggette a deterioramento a causa delle sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera.
Divieto di fumo pure negli stadi, arene, impianti sportivi ed in altri luoghi pubblici ed aperti al pubblico durante manifestazioni e spettacoli. La misura restrittiva viene estesa nelle banchine di attesa dei treni e alle fermate degli autobus. Non si salvano dalle limitazioni le sigarette a tabacco riscaldato e per quelle elettroniche. Questi prodotti di nuova generazione sono reclamizzati come meno tossici, attraverso una pubblicità ingannevole ma sono nocivi non solo per la salute dei fumatori ma anche dei soggetti terzi, in quanto rilasciano nell'aria composti tossici e includono additivi il cui effetto non è ancora noto.

Ultimo aggiornamento: 16:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA