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Elena Del Pozzo, così si è tradita la mamma Martina Patti: ecco cosa non tornava nel suo racconto

Troppe le cose che non tornavano agli investigatori del racconto di Martina. Dai video delle telecamere, all'indirizzo cambiato due volte: ecco tutte le incongruenze

Elena Del Pozzo uccisa dalla madre, le incongruenze di Martina Patti che l'hanno incastrata: dai video delle telecamere all'indirizzo errato
Elena Del Pozzo uccisa dalla madre, le incongruenze di Martina Patti che l'hanno incastrata: dai video delle telecamere all'indirizzo errato
7 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Giugno 2022, 11:19 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 08:55

Sono state 7 le coltellate che hanno fatto spegnere la vita della piccola Elena Del Pozzo. A scagliarsi contro la bambina di appena 5 anni, con colpi efferati alla schiena e al collo, è stata la madre, Martina Patti. Lo ha confessato la 23enne stessa dopo aver tentato per un giorno a depistare gli investigatori raccontando di un rapimento fatto da «tre uomini incappucciati, uno dei quali armato». Ma le incongruenze del suo racconto erano diverse, così non ha retto ed è crollata . «Ho ucciso io mia figlia ma non so perché». Appare «assente e distante» dicono gli investigatori dopo aver ascoltato la donna ammettere di aver assassinato la bambina dopo averla presa ieri all'asilo a Tremestieri Etneo.

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«Quando ho preso mia figlia all'asilo siamo andate a casa mia, Elena ha voluto mangiare un budino poi ha guardato i cartoni animati dal mio cellulare. Io intanto stiravo. In serata saremo dovute andare da un amico per il suo compleanno ed Elena era contenta. Poi siamo uscite per andare a casa di mia madre ma poi ho rimosso tutto». Ma quando ha preso dall'asilo sua figlia, Martina era in sè. L'ha presa per mano e portata a casa, nella villetta di Mascalucia dove vivevano, sulle pendici dell'Etna, in provincia di Catania. Poi, poco dopo le 15.30, ha avvertito parenti, madre e i conoscenti tramite un appello social prima di andare in caserma e raccontare la sua versione totalmente inventata. Il piano per uccidere la figlia a lei era già chiaro: «Non ricordo se ho portato con me qualche oggetto da casa. All’incirca erano le 14.30, siamo andate nel campo che ho indicato ai carabinieri». E poi aggiunge: «Era la prima volta che portavo la bambina in quel campo... ho l’immagine del coltello, ma non ricordo dove l’ho preso. Non ricordo di aver fatto del male alla bambina, ricordo solo di aver pianto tanto». E l'arma ancora non è stata trovata. 

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Il finto sequestro

La trama è da film ed estremamente lucida: tre uomini incappucciati, armati e minacce da riversare sul padre della bimba, Alessandro Del Pozzo, odontotecnico con qualche precedente con la giustizia (assolto, emigrato e rientrato dalla Germania con la compagna Laura). E proprio lei probabilmente non sopportava. Quella figura femminile che era vicina al suo ex e a cui la piccola Elena si stava affezionando. Ha colpito sua figlia per punire anche l'ex. «Non tollerava che vi si affezionasse anche la propria figlia» dicono gli inquirenti. Ma la piccola con quelle fossette che le si formavano sul viso ad ogni suo sorriso ne era ignara. E ora non potrà piu' sorridere. Una famiglia che era apparentemente tranquilla, nonostante la separazione, quella di Martina e Alessandro. Ma dalle indagini il quadro che ne esce fuori è totalmente diverso. Quella di Martina è stata una rabbia che ha covato per mesi e che l'ha portata fino alla decisione di premeditare l'uccisione della figlia. 

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Il movente: la gelosia?

A far esplodere la 23enne potrebbe essere stata la gioia della figlia al ritorno dalla serata passata dai nonni paterni e la felicità di frequentare la fidanzata del padre. A Elena, Laura piaceva, ma per Martina questo non era tollerabile. La sera prima di essere uccisa, infatti, la piccola dorme dai nonni. La mattina dopo la zia l'accompagna all'asilo e la madre la va riprendere alle 13.30 e torna a casa, a Mascalucia. Poi Martina Patti esce nuovamente con l'auto, probabilmente per creare un diversivo per poi tornare a casa. È in quei minuti che sarebbe stato commesso il delitto.

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La confessione che non convince

Il corpicino di Elena è stato trovato avvolto in 5 sacchi della spazzatura in un campo a seicento metri da casa, seppellito, con una pala e un piccone che tenevano in giardino. Poi la sceneggiatura parte: chiama i genitori per avvisarli del finto sequestro e anche Alessandro, il papà della piccola, torna a casa e poi insieme alla madre e al padre va in caserma pr denunciare l'accaduto, totalmente inventato. Ricostruisce tutto di fronte alle forze dell'ordine e addirittura associa il rapimento ad alcune minacce che nel 2021 l'ex convivente aveva trovato davanti al cancello di casa per una rapina per la quale Del Pozzo era stato arrestato nel 2020 e poi assolto per non avere commesso il fatto. Una confessione che non convince gli investigatori, ma a cui i parenti avevano creduto. 

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Le incongruenze che hanno incastrato Martina

«Nel corso di un lungo interrogatorio le avevamo contestato molte incongruenze», dice il procuratore Zuccaro. Ma Martina aveva continuato a confermare la sua tesi di aggressione fatta da tre uomini incappucciati «di cui uno armato di pistola». Le sue parole vengono però smentite dalle telecamere della zona, che non avevano registrato alcuna presenza sospetta. E anche gli accertamenti della Sezione investigazioni scientifiche hanno smentito la versione: nessuna traccia di impronte particolari sulla vettura che la 24enne diceva essere stata presa d'assolto dai rapitori. Uno però l'elemento che l'ha incastrata e all'improvviso tutto è cambiato.  Dopo una notte di audizioni in caserma, è cambiato lo scenario. Il rapimento non era piu' avvenuto piu' in via Piave, alla periferia di Mascalucia, ma in via Euclide 55, dove la famiglia abita. Ma poi dopo ore di interrogatori non ha retto, Martina Patti è andata subito nel retro dell’abitazione, accompagnata dai genitori: è scoppiata in lacrime, poi ha sussurrato qualcosa a un carabiniere. Poi la corsa dei carabinieri che assieme alla donna corrono via. Duecento metri piu' avanti in un campo c'è Elena, il suo corpicino esamine è semisotterrato. Qualche ora dopo arriva anche la confessione: «Sono stata io», con queste parole Martina mette la parola fine a una tristissima storia. 

 

Ora bisogna davvero capire cosa è successo alla piccola Elena, per ora la mamma pare si sia chiusa in un silenzio assordante. 

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