Discoteche chiuse fino al 7 settembre, di sera mascherina anche all'aperto: le nuove regole

https://www.ilmessaggero.it/politica/pd_m5s_regionali_alleanza_news_cosa_succede-5407946.html
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di Marco Conti
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Lunedì 17 Agosto 2020, 07:51 - Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 01:33

ROMA Dopo un anno il governo torna in discoteca. Stavolta per chiuderle, Papeete compreso. Chiuse con ordinanza del governo sino al 7 settembre, anche se ora il problema sarà come tenere sotto controllo migliaia di giovani che comunque non intendono rinunciare alla movida. La decisione era nell'aria da qualche giorno ma si è atteso il trascorrere del weekend di Ferragosto - salve quindi le feste di ieri sera - che ha ancora una volta riempito i locali di giovani perlopiù senza mascherina e, ovviamente, con scarso distanziamento.

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LA FILA
La decisione al termine della videconferenza pomeridiana, voluta dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, e alla quale hanno preso parte ieri pomeriggio il ministro della Salute Roberto Speranza, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, oltre ai governatori Bonaccini, Zaia, Cirio, Toma, Toti, Fedriga, i vicepresidenti Armao e Bonavitacola e diversi assessori.
Per discoteche e balere la stagione rischia di finire qui - anche se l'ordinanza vale sino al 7 settembre - e chiude un anno complicatissimo per l'intero settore che lamenta una perdita di fatturato di quattro miliardi per lo più andati in fumo prima con il lockdown e poi con riaperture complicate da gestire che comunque hanno costretto i gestori a dimezzare il numero degli ingressi. Ora la chiusura scatena la reazione dei gestori che protestano e premono sul governo per avere provvedimenti a sostegno del settore come il taglio dell'Iva al 4% e la possibilità di chiedere la cassa integrazione per i lavoratori. «La ripresa dei casi è significativa anche alla luce dei contagi nel contesto europeo.

Dobbiamo dare segnali al Paese per tenere alta l'attenzione», ha sostenuto il ministro Speranza durante la riunione proponendo anche di ampliare l'obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6 del mattino nei luoghi e locali aperti al pubblico e nei luoghi in cui è più facile che si creino assembramenti. «Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi», sostiene il ministro Boccia al termine di una riunione dove le resistenze dei governatori di regione si sono fatte sentire al punto che nel testo si legge che «non sono ammesse deroghe con ordinanze regionali». Contro l'ordinanza si schiera il presidente leghista del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga secondo il quale non ci sono «evidenze statistiche di una correlazione tra il ballo e i casi di coronavirus registrati nelle scorse settimane». Linea sostenuta anche dai gestori dei locali da ballo: «Osserveremo nei prossimi mesi se a discoteche chiuse il contagio si fermerà! Lo osserveremo attentamente», attacca il presidente del Silb Maurizio Pasca che annuncia un immediato ricorso al Tar.

«Da domani la voglia di svago dei più giovani non finirà col colpo di spugna di un decreto o un'ordinanza - incalza Gianni Indino, presidente del sindacato locali dal ballo dell'Emilia Romagna (Silb) - ci sarà abusivismo, rave party illegali, situazioni non controllate nelle ville, sulle spiagge o in fabbriche abbandonate».
Ma il problema di cui si è a lungo discusso è anche quello del sostegno al settore che dovrebbe essere inserito nel decreto agosto. «Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative», spiega rassegnato il ministro Patuanelli.
 


«Come Regioni abbiamo chiesto al Governo che il provvedimento sia accompagnato da risorse certe per far fronte al danno economico conseguente», è la linea del presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini secondo il quale la decisione del governo è giista perché «non possiamo permetterci di sottovalutare il rischio di un ritorno del contagio così come successo nei mesi scorsi». Ormai tutti guardano al mese di settembre e alla ripresa del lavoro e delle scuole. L'obiettivo dell'ordinanza è di tenere ora molto basso l'indice di contagio proprio per evitare nuove chiusure proprio quando dovrebbe ripartire il Paese. Nell'analisi effettuata dal ministero della Salute non sono stati individuati aree del Paese a rischio, ma c'è preoccupazione per ciò che potrebbe accadere in autunno. Di chiusura totale del Paese nessuno parla più dopo la contestatissima decisione presa dal governo Conte a marzo. Molto più probabili - si ragiona a palazzo Chigi - chiusure per singole aree qualora l'indice dei contagi dovesse rialzare la testa.

 

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