Oltre 54mila bottiglie di vini pregiati vendute per un milione di euro, ma erano contraffate

Venerdì 11 Dicembre 2020

Fermate nove persone coinvolte in un sistema di contraffazione di pregiati vini italiani, organizzato a livello internazionale. Grazie ad una maxioperazione, ieri i Carabinieri del N.A.S., in collaborazione con i Finanzieri del Comando Provinciale di Asti e militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, hanno eseguito l'ordinanza del gip del Tribunale di Asti, ponendo cinque persone agli arresti domiciliari e quattro obblighi di dimora. Le accuse in ballo sono gravi: associazione a delinquere, riciclaggio, auto riciclaggio, contraffazione di pubblici sigilli, frode nell’esercizio del commercio di bevande, contraffazioni di indicazioni geografiche o denominazioni di origine alimentare, utilizzo/emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione e distruzione di scritture contabili. 

 

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Le forze dell'ordine hanno effettuato 21 perquisizioni personali e domiciliari in quattro province del Piemonte e in provincia di Genova, Treviso, Pesaro, Urbino, Milano, Roma e Brindisi. L'attività investigativa, diretta e coordinata dalla Procura astigiana, ha permesso di raccogliere gravi indizi a carico degli indagati. L'associazione a delinquere sarebbe attiva dal 2016, soprattutto nella zona di Asti e finalizzata alla produzione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari contraffatti. 

 

Stando a quanto emerso dalle indagini, i principali vini nel bersaglio sarebbero Tignanello, Sassicaia, Sito Moresco, Amarone della Valpolicella, Valpolicella Superiore Ripasso 2015, ma non solo. A subire i danni delle azioni illecite sarebbero state prestigiose case vitivinicole italiane di livello internazionale: Gaja S.S. Agricola, Marchesi Antinori S.p.A., Tenute San Guido S.p.A., Ornellaia e Massetto Società Agricola S.r.l. Ha contribuito alla buona riuscita delle indagini anche l’Autorità Giudiziaria della Repubblica Elvetica del Canton Ticino. Così si è scoperto un commercio di 54.000 bottiglie di vino contraffatto immesso nel mercato svizzero nel periodo 2016-2018, per un guadagno (illecito) di circa 932 mila euro. Oltre ad aver monopolizzato quel mercato vendendo falsi vini pregiati, normalmente difficili da reperire, a prezzo competitivo ed in grande quantità.

 

Le perquisizioni, effettuate in tutto il centro-nord Italia nel giugno 2018, hanno portato al sequestro di 15.000 bottiglie di vino contraffatto, 10.600 etichette singole, 8393 contrassegni di stato per vini a DOC e DOCG, 165.320 capsule di chiusura per bottiglie con marchi o loghi aziende vitivinicole, oltre a 200 kg di sostanze vietate in uso enologico (aromi, sciroppi e coloranti) per un valore di rivendita al dettaglio di oltre 200 mila euro.

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