Università, nuovi test e più posti a Medicina: 10% in più di ammissioni ai corsi

Dal 2023 il "quizzone" verrà trasformato in un test di orientamento e ingresso che può essere ripetuto

Martedì 15 Febbraio 2022

Più posti disponibili, formazione fin dalle scuole superiori e la trasformazione del «quizzone» in un test orientamento e ingresso che può essere ripetuto. Sono le novità che attendono nel prossimo futuro gli aspiranti dottori che sperano di poter accedere alla facoltà di Medicina. Cambia il meccanismo di selezione dei candidati ai corsi di laurea a numero chiuso, tra i quali Medicina, già a partire dal 2022 e in modo più deciso dal 2023. Lo prevede la risoluzione approvata dalla Commissione Istruzione della Camera. Si prevede anche che vengano prese iniziative «per garantire un incremento congruo, pari o superiore al 10 per cento del numero delle ammissioni ai corsi a Medicina» che passerebbero da 14.500 a oltre 15 mila già dal prossimo anno.

 

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Pochi cambiamenti per chi parteciperà alle prove per l'accesso programmato ai corsi di medicina nel 2022. «La modalità di esecuzione resta la stessa con una giornata unica in tutta Italia e con la prova in presenza e su carta, mentre interveniamo sulle tipologie di domande. Meno cultura generale, più materie tecniche. Inoltre, per garantire a tutti pari opportunità, metteremo a disposizione gratuitamente materiale per la preparazione» spiega il ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. «Dal prossimo anno, invece, come accade già per altri corsi di laurea, l'accesso programmato diventa un percorso: da un lato, investiamo su orientamento e formazione sin dalle superiori e, dall'altro, trasformiamo il "quizzone" in un test di orientamento e ingresso che può essere ripetuto. Continuerà a esserci una data nazionale stabilita dal ministero ma sarà quella in cui tutti i candidati dovranno inserire a sistema il punteggio migliore conseguito nei test partendo dai quali verrà costruita la graduatoria nazionale».

 

 

«Sono tutte misure che consentono un percorso di preparazione che sia il più equo per tutti: chiediamo agli atenei di tenere corsi di formazione gratuiti, ci saranno test attitudinali che i ragazzi potranno svolgere per auto-valutarsi, investiamo nell'orientamento sia con fondi Pnrr sia con risorse nazionali, anche andando nelle scuole per aiutare i ragazzi a scegliere. Vogliamo sostenere i sogni dei giovani e consentire loro di fare scelte consapevoli» aggiunge la ministra. «La votazione di oggi all'unanimità - sottolinea Messa - certifica la volontà congiunta di Governo e Parlamento di lavorare per dare sempre più possibilità ai giovani e rispondere alle loro sollecitazioni. Sono molto soddisfatta: sono anni che discutiamo di questi temi e finalmente oggi tracciamo concretamente un percorso».

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