Uccide la moglie affetta da demenza senile, poi si spara: «Ce ne andiamo tutti e due». Lui è gravissimo

Venerdì 16 Aprile 2021
Uccide la moglie affetta da demenza senile, poi si spara: «Ce ne andiamo tutti e due». Lui è gravissimo

Sono sempre gravissime le condizioni di salute di Francesco Polidoro, il pensionato di 83 anni arrestato con l'accusa di aver ucciso ieri mattina, con colpi di pistola, la moglie Anna Petronelli, 81 anni, nella loro casa a Cerignola (Foggia), e di aver tentato il suicidio con la stessa arma, sparandosi alla testa.

 

Prima di compiere il gesto, l'uomo ha lasciato un biglietto in un cassetto nel quale avrebbe scritto: «Ce ne andiamo tutti e due». Due elementi che hanno portato la polizia a dedurre che il pensionato abbia premeditato il suo gesto, che sarebbe scaturito dalla grave forma di demenza senile che aveva colpito la donna. L'anziano, nella giornata di ieri, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. 

 

La tragedia ieri: l'ha uccisa e si è sparato

 

Forse non ce la faceva più a sostenere il peso della malattia della moglie affetta da una grave demenza senile e per questo ha preso la sua pistola, l'ha avvolta in un cuscino per attutire il colpo e le ha sparato alla testa uccidendola. Poi con la stessa arma, una calibro 7,65 regolarmente acquistata, si è sparato alla tempia, senza riuscire ad uccidersi. L'uomo, Francesco Polidoro, un agricoltore di 83 anni in pensione, è ora ricoverato in stato d'arresto nel reparto di rianimazione del Policlinico Riuniti di Foggia.

 

La tragedia si è consumata ieri mattina in un appartamento a Cerignola, nel Foggiano. La vittima si chiamava Anna Petronelli ed aveva 81 anni. Ad accorgersi di quanto accaduto è stato uno dei quattro figli dell'anziana coppia che, verso le nove, ha udito un colpo di pistola ed ha chiamato i soccorsi. La scena che si è presentata dinanzi agli occhi dei poliziotti e del figlio non lasciava spazio a molti dubbi: la donna senza vita sul letto, mentre ai piedi giaceva l'uomo, agonizzante. A pochi centimetri dai due corpi l'arma utilizzata per l'omicidio e il tentato suicidio. Non si sa che l'uomo abbia rivolto l'arma su se stesso subito dopo avere ucciso la moglie o se sia trascorso del tempo tra i due spari.

 

Anche se la ricostruzione dell'accaduto appare ormai chiara, come atto dovuto e per fugare ogni dubbio la pm Giuseppina Gravina della Procura della Repubblica di Foggia ha disposto che venisse effettuato lo stub al figlio che ha dato l'allarme. In casa gli agenti hanno trovato nel cassetto di un mobile un biglietto scritto dall'uomo dal quale si capisce che il gesto era premeditato a causa dell'insofferenza a cui il pensionato stata andando incontro per il grave decadimento cognitivo della moglie. Non solo, qualche giorno prima l'83enne si era preoccupato anche di contattare una agenzia funebre per organizzare il suo funerale e quello della moglie.

 

Non è il primo caso di omicidio suicidio a Cerignola. Il 13 novembre del 2019 in un casolare di campagna, in località Posta Aucello, Francesco Ciuffreda agricoltore di 69 anni,sparò con la sua pistola prima la moglie Giuseppina Pantone di 65 anni, poi la vicina di casa Luminita Brocan 55enne di origine rumena prima di suicidarsi. Luminita morì subito, mentre la moglie lottò per due settimane in ospedale prima di morire anche lei. Intanto, dall'inizio dell'anno questo è il secondo caso di uccisione di una donna seguita da un suicidio nel foggiano: la prima tragedia è avvenuta il 26 gennaio scorso, quando Tiziana Gentile, una bracciante agricola di 48 anni, fu uccisa a coltellate nel suo appartamento ad Orta Nova. Il presunto omicida Gerardo Tarantino, 46 anni, in carcere dal giorno seguente si è suicidato nella sua cella il 3 aprile scorso.

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 19:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA