L'Aquila, i terremotati devono restituire le tasse sospese dopo il sisma: "Aiuti di Stato illegali"

Mercoledì 4 Aprile 2018
L'Aquila, i terremotati devono restituire le tasse sospese dopo il sisma: "Aiuti di Stato illegali"

Una brutta sorpresa, a pochi giorni dal nono anniversario del terremoto che devastò L'Aquila e tutti i paesi circostanti: circa 350 imprenditori si sono visti recapitare una cartella esattoriale che chiede il pagamento immediato di tutte le tasse sospese all'indomani del 6 aprile 2009. Secondo la Commissione europea, infatti, si tratterebbe di un utilizzo illecito di aiuti di Stato e per questo è stata aperta una procedura d'infrazione.

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A distanza di quasi nove anni, poche cose sono cambiate: L'Aquila stenta a ripartire, le 'zone rosse' in città e nella provincia sono ancora lì e la ricostruzione va a rilento. Eppure il commissario Margherita Maria Calabrò, nominata dal governo, ha inviato tutte le ingiunzioni di pagamento. Gli imprenditori locali, però, si sono già mobilitati: il 18 aprile, a L'Aquila, si svolgerà un'udienza presso il Tar, dove è stato presentato un ricorso contro la nomina del commissario. Il vicepresidente regionale, Giovanni Lolli, ha già annunciato di aver convocato un vertice con gli imprenditori che hanno ricevuto la cartella esattoriale per «definire le urgenti azioni di mobilitazione istituzionale, giuridica e politica necessarie a contrastare le attività già avviate dal Commissario straordinario (incaricato del recupero degli aiuti di Stato dichiarati illegali con la decisione della Commissione europea C(2015) 5549 final del 14 agosto 2015».

Sul piede di guerra anche la deputata abruzzese del Pd, Stefania Pezzopane, che ha lanciato un appello al governo attuale, a quello che si formerà dopo le consultazioni e al presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. La Pezzopane ha invitato tutti i cittadini alla protesta, anche bloccando le strade: «L'ho fatto già una volta, beccandomi anche una denuncia, ma sono pronta a tornare sull'autostrada con sindaci del cratere, cittadini e categorie del settore per bloccare questa assurda ingiustizia».

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