Storie Italiane, la famiglia di Gianmarco Pozzi: «Forse sappiamo chi è la testimone. Ci hanno detto "Fatevi gli affari vostri"»

Si indaga sulla morte del ragazzo trovato in un'intercapedine sull'isola. Una donna avrebbe visto il corpo in una carriola smentendo l'ipotesi del suicidio

Mercoledì 20 Ottobre 2021
Storie Italiane, la famiglia di Gianmarco Pozzi: «Siamo più vicini alla testimone, ci hanno detto "Fatevi gli affari vostri"»

Si indaga sulla morte di Gianmarco Pozzi a Ponza. Storie Italiane si collega in diretta con la famiglia del ragazzo trovato morto giù da un muretto sull'isola nel 2020 e il cui caso è stato archiviato come suicidio. «Siamo vicini a individuare la persona che ha visto il corpo nella carriola», hanno detto i familiari assistiti dal loro legale. Si tratta di una supertestimone che non si sarebbe ancora fatta avanti per paura e che non sarebbe stata ascoltata dalla Procura. Intanto, ai genitori e alla sorella arrivano strane telefonate: «Invece di dare solidarietà ci dicono "Fatevi gli affari vostri, rovinate l'immagine di Ponza».

 

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Storie Italiane, la supertestimone della morte di Gianmarco Pozzi

Storie Italiane ha intervistato un amico della supertestimone, una donna madre di due figli, spiegando che Gianmarco è stato visto su una carriola senza vita e che non si è buttato volontariamente. Qualcuno lo avrebbe ucciso e trascinato. La supertestimone non ha mai parlato per paura e la famiglia ha indagato privatamente chiedendo le cartine catastali e stringendo il campo a non più di tre persone. «Non ce la facciamo più, vogliamo sapere la verità. I ragazzi lo fanno passare per drogato, ma ci sono testimoni che affermano che era lucido e non combaciano gli orari», spiega il papà in diretta. «Ben vengano le denunce di chi non sopporta le nostre indagini, ma date giustizia a mio fratello. Mi dimostrino che si è suicidato, io ho prove del contrario», aggiunge la sorella Martina. 

 

Storie Italiane, il giallo di Ponza

In questa storia sono molte le lacune a livello giudiziario.  «Da parte della procura non c'è maggiore attenzione a questa storia. Sembra quasi che questa tragedia sia di serie B. Io quest'estate ero a Ponza, ho incontrato la famiglia e fanno bene a continuare a tenere acceso un faro su questa storia. Non può una vita essere di serie B rispetto ad altre», sottolinea il direttore di Leggo Davide Desario, ospite in studio. 

Ultimo aggiornamento: 22:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA