Spiagge, Consiglio di Stato proroga concessioni balneari solo fino a dicembre 2023

Per evitare un impatto socio-economico e per consentire di predisporre i bandi, le concessioni saranno efficaci altri due anni

Martedì 9 Novembre 2021

Il 2024 sarà l'anno zero delle spiagge italiane con i lidi messi a gara come chiesto dall'Unione Europea. Il Consiglio di Stato ha stabilito la proroga delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023 «al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere». «Dal giorno successivo, tuttavia, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza». Il Consiglio di Stato, decidendo sul contezioso tra amministrazioni locali e concessionari balneari, ha stabilito un termine perentorio, scaduto il quale «tutte le concessioni demaniali dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente se via sia - o meno - un soggetto subentrante nella concessione» e il settore sarà aperto alla concorrenza.

 

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La decisione era attesa, non solo dalla parti in causa. Il governo con il provvedimento sulla concorrenza non ha sciolto il nodo delle liberalizzazioni delle concessioni balneari, sul quale pende un conflitto con l'Unione Europea sulla normativa sul mercato interno. Proprio ieri da fonti dell'esecutivo è trapelata l'intenzione di predisporre un nuovo intervento dopo la sentenza. Intervento sollecitato, a questo punto, anche dai giudici. Secondo il Consiglio di Stato, il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto Ue, «è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero» e contribuire «in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita».

 

Bocciata, di fatto, la proroga per un quindicennio delle concessioni introdotta nel 2018 con la legge di Bilancio ma, «al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere», per consentire di predisporre i bandi e «nell'auspicio che il legislatore intervenga a riordinare la materia», le concessioni continueranno a essere efficaci per altri due anni. «Le norme legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, compresa la moratoria introdotta in correlazione con l'emergenza epidemiologica da Covid-19», ha stabilito il Consiglio di Stato, sono in contrasto con il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e con la direttiva Bolkestein. E «deve escludersi la sussistenza di un diritto alla prosecuzione del rapporto in capo gli attuali concessionari», che potranno partecipare alle gare che dovranno essere bandite.

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