Serie A, da domani stadi aperti a mille persone in tutta Italia: la decisione del Governo

Sabato 19 Settembre 2020

Da domani stadi aperti per tutte le partite di Serie A, per un massimo di ingressi di mille persone sugli spalti. È quanto stabilito, secondo quanto si è appreso, durante un incontro organizzato dal ministro Boccia, che ha convocato il presidente della conferenza delle Regioni Bonaccini, in presenza dei ministri Speranza e Spadafora.

Ma si lavora anche, da qui al 7 ottobre, per dare un contributo condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo dpcm, anche in base alle valutazioni di Salute e Cts della curva epidemiologica, per definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva.

Già da lunedì prossimo di lavorerà, sempre secondo quanto si è appreso, anche per applicare le stesse misure negli stadi per le partite di serie B e C. Restano ferme le disposizioni sulla sicurezza come il distanziamento, l'utilizzo delle mascherine e il controllo della temperatura con termoscanner. Alla videoconferenza, convocata dal ministro per le Autonomie Francesco Boccia, erano presenti i ministri Spadafora e Speranza, rispettivamente di Sport e Salute, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e, tra i governatori, Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio e Fontana.

LOCATELLI: "SERVE PRUDENZA" Rispetto alla riapertura degli stadi al pubblico «è auspicabile un atteggiamento prudenziale e una omogeneità di approccio su tutto il territorio nazionale». Lo ha affermato al Tg3 il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

SPADAFORA: "ESPERIMENTO SU POSSIBILI APERTURE" «Una sperimentazione per le prossime aperture». Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, definisce la decisione di aprire da domani tutti gli stadi di A a un massimo di mille spettatori. «Al fine di non fare disparità tra le squadre e come sperimentazione in vista delle prossime aperture - sottolinea Spadafora, commentando con soddisfazione la direttiva emersa dal vertice coi ministri Boccia e Speranza e la conferenza delle Regioni - , ho chiesto che la decisione» dell'apertura al pubblico da parte di alcune Regioni «venisse estesa a tutto il territorio nazionale». L'obiettivo, ispirato in ogni caso alla cautela, è «definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza reale degli impianti» per tutti gli sport.
«Ieri il comitato tecnico scientifico, su mia forte insistenza e dopo aver valutato nei giorni scorsi non ancora applicabile il protocollo della Lega Serie A, ha finalmente aperto uno spiraglio consentendo agli eventi sportivi »singoli« di avere fino a 1000 spettatori», sottolinea Spadafora. «Ha espresso ancora un no secco alla presenza di migliaia di spettatori agli »eventi continuativi«, tipo i campionati, accettando però la richiesta del Dipartimento per lo sport di aprire un percorso comune in vista del prossimo DPCM, che entrerà in vigore dal 7 ottobre, anche alla luce dell'analisi dei dati successivi all'apertura delle scuole. Nel frattempo i presidenti di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno autonomamente deciso di aprire ai 1000 spettatori anche le partite di Serie A che si terranno sul loro territorio». «Per questo motivo -prosegue il ministro dello Sport - oggi pomeriggio, d'intesa col ministro Boccia, che ringrazio per il prezioso lavoro di coordinamento, è stata convocata una riunione con i presidenti di Regione. Al fine di non fare disparità tra le squadre e come sperimentazione in vista delle prossime aperture, ho chiesto che questa decisione venisse estesa a tutto il territorio nazionale. Ringrazio il ministro Speranza e i presidenti delle Regioni per aver condiviso questa linea». «Il mio obiettivo però -- aggiunge Spadafora - è quello di consentire la partecipazione del pubblico per tutti gli sport e per tutte le categorie, arrivando a definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza reale degli impianti: l'impegno che ci siamo presi durante l'incontro è quello di metterci subito al lavoro su questo. Occorre mantenere cautela, rigore e attenzione per riaprire bene, gradualmente, e non essere costretti a chiudere di nuovo: il quadro epidemiologico a livello europeo non è incoraggiante, noi dobbiamo stare attenti ed evitare precipitose fughe in avanti»

 

Ultimo aggiornamento: 22:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA