Scuola, sessanta crediti per l'abilitazione. Ecco come cambiano le norme per diventare prof

Scuola, sessanta crediti per l'abilitazione. Ecco come cambiano le norme per diventare prof
di Lorena Loiacono
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Mercoledì 13 Aprile 2022, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 11:36

Sessanta crediti formativi per i nuovi aspiranti docenti e percorsi ad hoc per i precari storici. La riforma del reclutamento dei professori delle scuole medie e superiori è prevista sia dal Pnrr sia dalla volontà del ministro Bianchi che, più volte, ha definito inadeguate e superate le prove concorsuali con i soliti test a crocette. Nella bozza di decreto messa a punto dai due ministeri all’istruzione e all’università, presentata ieri ai sindacati e pronta ad arrivare in Consiglio dei ministri dopo Pasqua, sono state inserite nuove modalità di selezione. Non è stata prevista una laurea ad hoc per insegnare, come accade per i docenti di asili e scuole elementari. Sarà necessario invece avere la laurea dell’indirizzo prescelto e conseguire 60 cfu, i crediti formativi sulle discipline antro-psico pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Possono essere conseguiti o durante i due anni della magistrale o negli ultimi due di quella a ciclo unico.


Non basteranno più, quindi, solo 24 Cfu come previsto ora. Sarò possibile quindi prendere i 60 cfu e l’abilitazione durante gli studi universitari per poi partecipare al concorso e, una volta superato, svolgere l’anno di prova. I 60 crediti possono anche essere conseguiti per metà all’università, quindi 30 cfu di cui 15 con il tirocinio, e una volta superato il concorso gli altri 30 devono arrivare con il primo anno di lavoro a tempo determinato. Una strada a parte interessa invece i cosiddetti precari storici, vale a dire i supplenti con almeno 36 mesi di servizio: per loro è previsto l’accesso direttamente al concorso e, una volta superato, si procede con l’anno di prova. Il concorso vero e proprio dovrebbe avere una sola prova scritta, a risposta multipla, da cui si accede ad una graduatoria che comprenda sia l’esito del concorso sia i punteggi avuti dai titoli di studio.

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