Scuola, il "Pesce d'Aprile": rientrano i prof no vax. I presidi: «Non possono fare nulla»

Insegnanti no vax in classe, ma non possono insegnare

Venerdì 1 Aprile 2022 di Lorena Loiacono


Un pesce d'aprile in piena regola, oggi, per il mondo della scuola che si prepara ad accogliere i docenti no vax sospesi.
Tornano in servizio, infatti, ma non possono insegnare: su questo punto, nelle ultime ore, è divampata la polemica da parte dei dirigenti scolastici.

 

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ALTRE MANSIONI
Il decreto parla di altre mansioni diverse dallo stare in classe. Si indicano attività di supporto alle funzioni scolastiche, servizio di biblioteca e documentazione, organizzazione di laboratori, supporto nell'utilizzo degli audiovisivi e altre attività complementari.
Di sicuro le mansioni non saranno uguali per tutti, e comunque si pone anche il problema della postazione: dove si metteranno a lavorare?
L'unica certezza è che non devono entrare in contatto con gli studenti ma, in un istituto scolastico, diventa molto difficile riuscire ad evitare circa un migliaio di ragazzi al giorno. Così mentre scatta il rientro in servizio, sono ancora tanti i dubbi da sciogliere.


SENZA GREEN PASS
Il primo aspetto riguarda proprio l'ingresso a scuola: i docenti no vax, come gli ata e i dirigenti sospesi, dovranno esporre il green pass base, vale a dire l'esito negativo del tampone. E se non lo facessero? Non è stato chiarito cosa bisogna fare nel caso in cui il no vax non abbia neanche il tampone fatto.
Di certo non entra a scuola ma per quanti giorni potrà farlo? Arriverà una nuova sospensione? Perderà di nuovo lo stipendio? I dubbi restano e sono leciti perché il caso potrebbe verificarsi: spesso i no vax sono contrari anche allo strumento del green pass quindi non è escluso che qualcuno decida di non presentarlo. Cosa accadrà?


ORARI NO VAX
Un altro aspetto riguarda l'orario: un docente di scuola superiore lavora 18 ore in classe a cui si aggiungono quelle a casa, di preparazione della lezione del giorno dopo. Ma se non deve stare in cattedra, quante ore deve garantire? Il decreto chiarisce che la prestazione lavorativa dovrà svolgersi su 36 ore settimanali, al pari di quanto previsto per i lavoratori temporaneamente inidonei all'insegnamento.


CAOS INIDONEI
«Nella nota esplicativa si chiede di adottare le disposizioni normative e contrattuali dedicate al personale inidoneo all'insegnamento spiega la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Thouar- Gonzaga di Milano, Adriana Colloca, spiegando tutti i dubbi relativi alla nuova normativa ma i docenti sospesi di fatto non sono inidonei, questo aspetto ci ha mandato ancora più in confusione».


E LA PRIVACY?
Un altro punto molto delicato riguarda la privacy: i dati relativi alla salute non possono essere resi noti ma se un docente, assente fino ad oggi, domani rientra e non va in classe sarà chiaro a tutti che si tratta di un no vax.


POSTAZIONI NO VAX?
«Ho un docente che rientra e gli ho assegnato mansioni di referente spiega Rosamaria Lauricella, dirigente dell'istituto comprensivo GB. Valente di Roma mi pongo però il problema del luogo: quale deve essere la postazione migliore per lui? Un docente che torna a scuola dopo diverse settimane verrà accolto dagli studenti, anche se non va in classe è molto probabile che incontri i ragazzi nei corridoi: va considerato come un rischio? Se non può entrare in contatto con gli alunni non si può fermare neanche a parlare con loro?».


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Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 07:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA