Scuola, aumentano i contagi e le classi in dad: si pensa all'ipotesi «micro bolle»

Sabato 18 Settembre 2021
Scuola, i contagi aumentano e si studiano le soluzioni: spunta l'opzione «micro bolle»

I casi di covid nelle scuole d'Italia continuano ad aumentare e le classi in quarantena aumentano. Con il protocollo vigente basta un positivo tra gli alunni per mettere l'intera classe in Dad e in quarantena. Tra le prime alternative emerse, c'è quella di «micro bolle», sul modello tedesco: prevede l'isolamento solo dei contatti più stretti dello studente contagiato. Ma esperti ed epidemiologi lo ritengono troppo pericoloso.

 

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In Italia da Nord a Sud aumentano i casi di studenti positivi e conseguentemente cresono le classi in Dad.  Al momento sono un centinaio le classi in Dad in Italia, quindi con già migliaia di studenti coinvolti. E «aumenteranno sicuramente perché in Italia abbiamo 400mila classi», afferma il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli. Con le regole vigenti, con un caso positivo, tutto il gruppo classe va in didattica a distanza: la quarantena è di sette giorni per i vaccinati, dieci per chi non lo è, e in entrambi i casi occorre un tampone alla fine.

 

Al momento non esiste una vera e propria alternativa. Non esiste ancora un modo per isolare solo un gruppo di studenti dopo un contatto. Per ridurre quarantene e didattica a distanza, c'è chi pensa a micro bolle sul modello tedesco, ovvero limitare l'isolamento ai contatti strettissimi di chi viene contagiato, praticamente solo il compagno di banco. Ma secondo esperti ed epidemiologi è troppo pericoloso.

 

Il presidente dell’Anp Giannelli spiega che i casi di classi in dad sono destinati ad aumentare a meno che l'Asl «non effettui un tracciamento e decida di mettere in isolamento solo i ragazzi che hanno avuto contatti più stretti con lo studente positivo al Covid, lo scenario è destinato a essere lo stesso dello scorso anno con intere classi in quarantena»

 

«I grandi problemi della scuola italiana non solo sono ancora irrisolti ma, addirittura, si sono aggravati», osserva ancora Giannelli, che aggiunge: «Abbiamo ora la possibilità, grazie ai fondi del Pnrr, di invertire la tendenza investendo nella formazione specifica del personale scolastico, nella riqualificazione degli edifici con spazi e attrezzature tecnologiche all'altezza della sfida che dobbiamo fronteggiare, nel superamento del modello della didattica trasmissiva. Attualmente, ci sono pochi bidelli per le operazioni di controllo degli accessi e di gestione dei corridoi. Bisogna fare in modo che l'organico delle segreterie sia rapidamente portato al 100%».

 

Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, intanto assicura: «Chiudere le scuole sarà l'ultima ratio. L'esperienza di questo ultimo anno ci ha insegnato molto e tenere la scuola aperta è l'impegno che il Governo si è preso con il decreto del 6 agosto. Rispetto allo scorso anno le cose sono cambiate molto. La risposta della scuola all'invocazione del Presidente della Repubblica a vaccinarsi è stata altissima e ora siamo arrivati al 94% di vaccinati».

 

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