Turista restituisce reperti rubati agli scavi di Pompei 15 anni fa: «Sono maledetti. Cancro e problemi finanziari»

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Nico Riva

«Sono maledetti, vi prego riprendeteveli. Portano sfortuna», ha scritto in una lettera una turista canadese. 15 anni fa, durante una vacanza in Italia, rubò alcuni piccoli reperti dal sito archeologico di Pompei. Secondo la donna, identificatasi come Nicole, da quel momento la iella l'ha perseguitata, così ha deciso di liberarsi di quei souvenir presi illegalmente. 

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Si tratta di alcuni pezzi un'anfora, di ceramiche e due tessere di un mosaico, che la canadese Nicole ha rispedito in Italia. Il pacchetto contenente la lettera e i reperti è stato indirizzato ad un agente di viaggio di Pompei. La donna visitò l'antica città campana, famosa per l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che la ricoprì completamente, sterminando la sua popolazione, nel 2005. Nicole aveva 21 anni quando decise di sgraffignare dal sito archeologico dei piccoli preziosi ricordi. 

Eppure, da quel momento la sua vita ha preso una brutta piega. Ha avuto problemi economici e due volte il cancro al seno. La turista ha attribuito al furto di quegli oggetti "maledetti" la causa di tutte le sue sfortune e disgrazie. Così, ha finalmente deciso di disfarsene. Nella sua lettera, la donna confessa di aver preso i reperti perché voleva un pezzo di storia che «nessun altro avrebbe avuto». Ma la sua avidità sarebbe stata poi punita dalla «energia negativa dei reperti, legati a quella terra di distruzione». 

Sfortunatamente, uno dei tre siti archeologici o museali più visitati d'Italia (condivide il podio insieme al Colosseo e alla Galleria degli Uffizi), da diversi anni deve combattere con il problema dei turisti irrispettosi e/o cleptomani. Ma almeno Nicole sembra essersi ravveduta, ha restituito il maltolto, chiesto perdono e affermato di aver imparato la lezione

 

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