Russia, sanzioni allo sport: i senatori ex M5S contrari confondono la Corea del Sud con la Corea del Nord

Nell'atto di sindacato ispettivo, tra le varie richieste al Governo, compare la gaffe in cui Pyeongchang viene confusa con Pyongyang

Russia, sanzioni allo sport: i senatori ex M5S contrari confondono la Corea del Sud con la Corea del Nord
Russia, sanzioni allo sport: i senatori ex M5S contrari confondono la Corea del Sud con la Corea del Nord
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 14:31

Un gruppo di senatori, tutti ex Movimento 5 Stelle, ha chiesto al Governo di fermare l'invio di armi all'Ucraina e di cancellare le penalizzazioni e le sanzioni contro lo sport della Russia. Niente di strano, se non fosse per un clamoroso errore nel punto dell'atto di sindacato ispettivo in cui c'è un esempio riferito alle Olimpiadi invernali del 2018.

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Il documento è firmato dai senatori Elio Lannutti, Nicola Morra, Barbara Lezzi, Elena Botto, Silvana Giannuzzi, Luisa Angrisani, Mattia Crucioli, Bianca Laura Granato, Mauro Coltorti, Vilma Moronese, Matteo Mantero e Rosa Silvana Abate.

Nel testo del documento viene chiesto al Governo «se non ritenga di dover recedere dalla fornitura di armi all’Ucraina, adoperandosi per soluzioni diplomatiche e per il rafforzamento del dialogo che porti alla de-escalation del conflitto, auspicato in primis da papa Francesco; se non ritenga urgente contribuire al rafforzamento del dialogo tra le parti, diretto alla cessazione della guerra, più che a decisioni atte ad inasprire le ostilità; se non ritenga giusto separare lo sport e la cultura dalla politica, facendo sì che le azioni politiche non si trasformino in una persecuzione ideologica; se non ritenga necessario far cessare lo stato di emergenza, ingiustificato sia dal punto di vista pandemico sia da quello bellico, per poter finalmente far riprendere un Paese allo stremo; se non ritenga giusto lavorare per rispettare gli accordi internazionali presi oltre 30 anni or sono, che garantivano la sicurezza della Russia attraverso il non allargamento della NATO nell’Europa dell’est».

Fin qui, nulla di strano: si tratta di una richiesta assolutamente legittima nell'ambito delle azioni parlamentari. Arriva però un esempio su cui si basa la clamorosa gaffe, in cui la Corea del Sud viene confusa con la Corea del Nord. «Perfino la norma consolidata (anche se non scritta) che separa rigidamente la politica dallo sport è stata calpestate, con la decisione di escludere squadre e singoli atleti russi, di club e neazionali, da tutte le competizioni internazionali. Il boicottaggio sportivo non accadde nemmeno quando l'Italia andò a giocare la finale di Coppa Davis nel Cile di Pinochet fresco di golpe e tutto il mondo partecipò nel 2018 alle Olimpiadi Pyongyang, nel periodo in cui la Corea del Nord era stata accusata da tutti gli organismi internazionali di violare i diritti umani e di voler scatenare una guerra globale grazie agli esperimenti nucleari che stava conducendo», si legge nel documento. Peccato che le Olimpiadi invernali del 2018 non si svolsero nella capitale nordcoreana, bensì a Pyeongchang, in Corea del Sud.

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