Regista scrive alla figlia vaccinata, no vax all'attacco: «Così la mandi al macello»

Venerdì 30 Luglio 2021
Regista scrive alla figlia vaccinata, no vax all'attacco: «Così la mandi al macello»

Nuova polemica social sul vaccino anti-covid. I 'no-vax' sono insorti contro Pietro Clementi, regista e attore teatrale, che aveva scritto una lettera alla figlia Alice pubblicandola poi su Facebook. L'uomo aveva espresso tutte le sue preoccupazioni, ma soprattutto le speranze.  «Nessun genitore - si legge in uno dei tweet di protesta - manderebbe suo figlio al macello».

 

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«Lettera di un padre alla figlia vaccinata. Cara Alice, in questa foto rubata, si capisce benissimo che, oggi, mentre ti vaccinavano contro il Covid hai avuto un po’ “Paura” Pensi che papà non l’abbia avuta? Certo che ho avuto paura! Ho sempre avuto paura», si legge nell'incipit della lettera che l'autore del libro per bambini 'Non è colpa della cicogna' e fondatore della Compagnia 'Un Teatro da favola' ha scritto alla figlia adolescente per aiutarla ad affrontare con maggiore serenità la vaccinazione contro il Covid.

 

 

Una scelta, quella della vaccinazione, che ha scatenato la rete. Non si sono fatti attendere infatti gli attacchi dei no vax. «Nessun genitore - si legge infatti in un tweet - manderebbe suo figlio al macello, cadrete, come mosche, fate da cavie e morirete per questo, nel nome di big-parma. Ps: la Pfizer ha superato i 30 miliardi di dollari di fatturato, esentasse, giusto per sapere, mentre la gente muore dopo la seconda dose, specialmente».

 

Nella lettera Clementi, con parole toccanti, spiega le motivazioni sulle quali si basa la decisione di aderire alla campagna vaccinale. Una scelta compiuta «insieme perché il compito di ogni genitore è anche quello di insegnare. Insegnarti parole come: rispetto, impegno morale, collettività e soprattutto: 'gli altri'».

 

Clementi confessa alla figlia di avere avuto tanta paura «quella notte di febbraio, 14 anni fa. Non volevi uscire e i dottori hanno letteralmente 'spremuto' tua mamma, rompendole una costola. Ho avuto paura, esattamente un anno dopo: eri piccola piccola ma piena di lucine e tubicini per quella polmonite che ti stava portando via. Avevo paura quando cadevi e ti urlavo 'Brava!' per non farti piangere, nei tuoi primi metri in bici, i primi tuffi in acqua alta in piscina, i salti sulle onde, mi facevano paura. E poi il primo giorno di scuola quando ci hai salutati e sei scomparsa dietro quello zaino più grande di te, ho avuto paura. Ne ho avuta tanta la prima volta che sei uscita con le amiche e poi all’esame di terza media».

 

«E sono convinto - scrive ancora Clementi - che avrò sempre paura per te: la notte prima degli esami, le prime uscite in auto che non ci faranno dormire e quel maledetto giorno che incontrerai l’altra metà del tuo cuore che ti porterà lontana da noi. Sarò terrorizzato il giorno che ti porterò all’altare…figlia mia. Paura? Certo che ho paura… Noi siamo genitori, siamo privilegiati. Viviamo un amore unico e speciale: voi, i nostri figli, la nostra eredità. Dobbiamo convivere con la paura che vi possa accadere qualcosa. Anche prendere la decisione di vaccinarti mi ha sommerso di paure amore mio... L’abbiamo deciso insieme, convinti che, è vero, nella nostra vita avremo paura sempre, ma non dovremo mai e poi mai…permettere alla paura…di limitare la nostra libertà. Ti amo figlia mia. Il tuo papà".

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