Regioni, Lombardia e Veneto verso l'arancione. Rischiano il rosso Puglia e Liguria

Giovedì 19 Novembre 2020 di Simone Pierini

Le Regioni che sperano in un allentamento delle misure restrittive - sulla base del primo calo dell'indice di trasmissibilità del contagio (Rt) - dovranno attendere almeno fino al 27 novembre. Domani infatti ci sarà l'aggiornamento sul monitoraggio dei dati da parte della cabina di regia del Ministero della Salute. Ma la sola a puntare le proprie fiches sul cambio di colore dovrebbe essere la Lombardia: per Attilio Fontana ci sono i parametri per retrocedere in zona arancione («Me lo ha confermato anche Speranza», le parole del governatore) ma il trend deve stabilizzarsi per almeno due settimane. Solo a quel punto «potremo chiedere di essere trasferiti nella zona arancione», ha ammesso Fontana.

 


Al contrario Puglia e Liguria restano sotto attenta osservazione col rischio concreto della zona rossa. La Puglia potrebbe seguire l'esempio dell'Abruzzo e fare il salto di fascia in maniera autonoma. «Gli operatori sono molto stressati, qualunque iniziativa che possa allentare la morsa sugli ospedali e sulla sanità territoriale è benvenuta», ha dichiarato l'epidemiologo Lopalco, scelto dal presidente Emiliano come assessore alla Sanità.

 

 

In Liguria invece Toti continua a spingere sul calo dell'Rt, però le strutture sanitarie restano in grave affanno con le terapie intensiva che hanno superato la soglia del 50% di occupazione e gli altri reparti addirittura sopra il 70%. Teme di passare da gialla ad arancione invece il Veneto ma Zaia spera di scongiurare il passaggio per la seconda volta consecutiva. Occhio anche alla Basilicata - che ha già chiuso le scuole fino al 2 dicembre - e alle Marche con il presidente Acquaroli che ha definito «poco incisivo» l'effetto della zona arancione ed è pronto con un'ordinanza anti-assembramento.
 

Ultimo aggiornamento: 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA