Ucraina-Russia, Draghi: «Nessuno vorrebbe sedersi con Putin, ma dobbiamo farlo»

Il premier a Washington: "Mosca non è invincibile, ma anche gli Usa devono cercare il dialogo"

Giovedì 12 Maggio 2022 di Alessandra Severini

Trattare, negoziare, cercare instancabilmente la via della pace. All’indomani dell’incontro alla Casa Bianca con il presidente statunitense Joe Biden, Mario Draghi ribadisce che l’Europa è intenzionata a percorrere la strada del dialogo. Certo, ammette il premier, la tentazione di non sedersi al tavolo del G20 con Putin c’è, «ma non si può. Il resto del mondo non è a quel tavolo, alzarsi significherebbe abbandonare quel resto di mondo».

 

A decidere quale sarà l’obiettivo del negoziato però non saranno nè la Ue nè gli Usa. La Russia ha mostrato di non essere «Golia, una potenza invincibile» e Kiev dovrà avere un ruolo chiave. Perché «la pace deve essere la pace che vuole l’Ucraina, non una pace imposta da alcuni alleati o da altri». E che esista una divergenza di vedute con gli Usa Draghi non lo nasconde: «L’Europa è l’alleato degli Usa, quindi le sue visioni non sono in contrasto ma stanno cambiando e dobbiamo parlarne. È una riflessione preventiva, bisogna riflettere sugli obiettivi di questa guerra e poi decidere». Anche agli Usa perciò Draghi ha chiesto di riavviare i contatti a tutti i livelli. In gioco infatti ci sono gli equilibri mondiali. È uniti che Draghi chiede all’alleato di affrontare la crisi militare, ma anche quella energetica e la corsa dell’inflazione. Oltre al rischio gravissimo di una crisi alimentare che potrebbe portare a «decine di milioni» di vittime.

 

A Washington, il premier italiano ha chiesto anche un sostegno nella battaglia sul price cap, il tetto al prezzo del gas. La proposta ha incontrato l’appoggio di Biden anche se, ha spiegato Draghi, «l’amministrazione Usa sta riflettendo più su un tetto al prezzo del petrolio che non al gas». Sull’economia italiana Draghi non vede però nubi oscure. Nonostante la situazione sia di forte incertezza, «non vedo il rischio di una recessione quest’anno». Draghi ha provato anche a smorzare le polemiche sull’invio di armi e sull’aumento delle spese militari (sull’incontro con Biden riferirà comunque al Parlamento giovedì 19 maggio). Prima di tutto, è necessario una revisione delle spese militari: «La Ue spende più di tre volte di quello che spende la Russia in campo militare, quindi c’è molta duplicazione. La prima cosa da fare è organizzare una conferenza tra tutti gli Stati membri per razionalizzare la spesa militare».

Ultimo aggiornamento: 07:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA